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A433 - Servizi pubblici: sanzionata Messinambiente per abuso di posizione dominante nel settore della raccolta e recupero dei rifiuti


COMUNICATO STAMPA


COMUNICATO STAMPA

SERVIZI PUBBLICI: ANTITRUST SANZIONA MESSINAMBIENTE PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE NEL SETTORE DELLA RACCOLTA E RECUPERO DEI RIFIUTI

Multa di 52mila euro. La società, oggi in liquidazione, ha ostacolato la messa a gara, da parte della società d’ambito Messina 3, del servizio di raccolta.

Multa di 52mila euro a carico della società Messinambiente per avere abusato della propria posizione dominante. Lo ha deciso l’Antitrust che, nel determinare la sanzione, ha tenuto conto dello stato economico della società, oggi in liquidazione.

L’istruttoria era stata avviata dopo la segnalazione presentata dalla società d’ambito Messina 3 (ATO ME 3), di proprietà dei comuni di Messina, Taormina e Tremestieri Etneo, che aveva bandito due gare, entrambe andate deserte, per la scelta di un nuovo gestore.

L’Antitrust ha stabilito che Messinambiente, affidataria diretta dei servizi di igiene urbana nel Comune di Messina dal 1999, ha posto in essere un abuso di posizione dominante, rifiutando e ritardando informazioni necessarie per il corretto svolgimento delle procedure di gara competitive deliberate dalla società d’ambito per la scelta del nuovo affidatario.

Secondo l’Autorità, Messinambiente ha attuato volontariamente una strategia dilatoria ed ostativa delle procedure stesse, ostacolandone il corretto svolgimento, alterando le dinamiche competitive e pregiudicando la partecipazione degli altri concorrenti.

In base alle evidenze raccolte dall’Antitrust, la strategia escludente di Messinambiente nei confronti dei potenziali nuovi gestori del servizio si è concretizzata, da un lato, nel rifiutare di fornire alla stazione appaltante (ATO ME 3) i dati richiesti, e successivamente nel trasmetterli con modalità che li hanno resi inutilizzabili; dall’altro, nell’omettere di trasmettere le informazioni relative al personale che vantava un diritto al reintegro nel posto di lavoro o aveva, comunque, un contenzioso in corso con la società. In questo modo la società ha privato i potenziali concorrenti di dati fondamentali per una corretta formulazione dell’offerta da presentare alla ATO ME 3.

 

 

Roma, 13 aprile 2012