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I720 - CARTE DI PAGAMENTO: ANTITRUST SANZIONA MASTERCARD E OTTO BANCHE PER INTESE RESTRITTIVE DELLA CONCORRENZA. MULTE PER OLTRE SEI MILIONI DI EURO


COMUNICATO STAMPA


COMUNICATO STAMPA

CARTE DI PAGAMENTO: ANTITRUST SANZIONA MASTERCARD E OTTO BANCHE PER INTESE RESTRITTIVE DELLA CONCORRENZA. MULTE PER OLTRE SEI MILIONI DI EURO

Con comportamenti distinti hanno mantenuto alta la commissione interbancaria sui pagamenti con la carta di credito riversandola sul costo applicato agli esercenti convenzionati con effetti sui prezzi praticati ai consumatori. Mastercard dovrà ora fissare una commissione che abbia una giustificazione economica mentre le banche dovranno rivedere le clausole dei rapporti di convenzionamento con i negozi.

 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 3 novembre 2010, ha deliberato che la società Mastercard e otto banche (Banca Monte dei Paschi di Siena, Bnl, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI e Unicredit) hanno posto in essere intese restrittive della concorrenza finalizzate a mantenere alta la commissione interbancaria sui pagamenti attraverso le carte di credito e di debito (c.d. carte Maestro) emesse dal circuito Mastercard, trasferendola sulle commissioni richieste ai negozianti convenzionati, con effetti sui prezzi praticati ai consumatori. Si tratta delle banche licenziatarie del marchio MasterCard attive in Italia e che, come emerge dal provvedimento dell’Autorità, sono presenti nella governance dello stesso circuito.

Secondo l’Antitrust, che ha chiuso l’istruttoria con sanzioni per oltre 6 milioni di euro, i comportamenti anticoncorrenziali hanno riguardato:

1) la fissazione da parte di Mastercard, in qualità di associazione di imprese, di una commissione interbancaria multilaterale (Mif), specifica per l’Italia, in assenza di motivazioni economiche connesse all’efficienza complessiva del sistema: la Mif, che viene pagata dalla banca che convenziona gli esercenti (c.d acquirer) alla banca che emette la carta (c.d issuer), è pari mediamente allo 0,90% su ogni transazione, superiore del 30-40% a quella applicata dal principale circuito concorrente Visa, a fronte dello 0,30% applicato sulle operazioni transfrontaliere. Mastercard ha introdotto la Mif per l’Italia nell’aprile 2007 in vista di una possibile decisione della Commissione Europea che avrebbe potuto tagliare drasticamente, come poi effettivamente avvenuto, la commissione sulle operazioni transfrontaliere applicata in precedenza anche ai mercati nazionali. L’incentivo ad applicare Mif elevate deriva: per le banche che emettono le carte (issuer) dal fatto che al crescere del livello della Mif aumentano i ricavi direttamente realizzati essendo quest’ultima voce incassata dalle stesse banche che emettono la carta; per le banche che stipulano i contratti con gli esercenti (acquirer) dalla circostanza che esse realizzano ricavi crescenti al crescere del volume delle transazioni effettuate con il circuito in fase di espansione; infine, per il circuito MasterCard, dall’evidenza che una Mif alta porta alla maggior diffusione del marchio e quindi dei ricavi del circuito estratti dalle licenziatarie.

2)              La fissazione, da parte delle banche che stipulano i contratti con i negozi e la grande distribuzione, di specifiche clausole a vantaggio dello stesso circuito e delle banche, in quanto volte ad impedire il confronto con altri circuiti e strumenti di pagamento caratterizzati da una Mif più bassa, favorendo così il marchio MasterCard. Si tratta di un fascio di intese verticali rappresentato dall’insieme dei contratti di licenza tra circuito MasterCard e singole banche/società licenziatarie. Attraverso i meccanismi di convenzionamento le singole banche hanno infatti posto in essere, singolarmente, un’intesa con Mastercard finalizzata alla diffusione del circuito riversando la commissione interbancaria sulla commissione pagata dai negozianti, come tale idonea a produrre effetti sui prezzi praticati ai consumatori. In particolare le banche non differenziano la commissione che richiedono agli esercenti in base ai circuiti di riferimento, applicando invece una ‘merchant fee’ uguale che ingloba comunque la Mif più elevata di Mastercard.

Per effetto del provvedimento adottato, Mastercard e le otto banche dovranno, entro 90 giorni, inviare all’Antitrust relazioni che dimostrino la cessazione dei comportamenti anticoncorrenziali, con la definizione, da parte di Mastercard, di una commissione interbancaria che abbia giustificazioni economiche e di efficienza e, da parte delle banche e del circuito, di contratti di convenzionamento privi di limitazioni concorrenziali.

Di seguito le sanzioni: nella loro quantificazione relativa al fascio di intese verticali l’Antitrust ha tenuto conto della specificità di ogni singola clausola, differenziando ogni banca acquirer in base al numero di clausole adottate e alle modalità adottate.

-          MasterCard Incorporated                                             € 2.700.000

-          Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.                      € 910.000

-          Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.                              € 240.000

-          Banca Sella Holding S.p.A.                                         € 360.000

-          Barclays Bank plc.                                                     € 50.000

-          Deutsche Bank S.p.A.                                                € 200.000

-          Intesa Sanpaolo S.p.A.                                               € 700.000

-          ICBPI S.p.A.                                                              € 490.000

-          Unicredit S.p.A.                                                          € 380.000

 

 

 

Roma, 4 novembre 2010