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AS371 - AS371 - REGOLAMENTAZIONE DELLA VENDITA AL DETTAGLIO DEI FARMACI NON SOGGETTI A PRESCRIZIONE MEDICA


COMUNICATO STAMPA


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Segnalazione del 24 novembre 2006


COMUNICATO STAMPA




FARMACI DA BANCO: ANTITRUST, DA REGIONI LOMBARDIA E UMBRIA OSTACOLI A VENDITA NEI CANALI ALTERNATIVI ALLE FARMACIE
Varate delibere restrittive della concorrenza, vanno modificate


Le Regioni Lombardia e Umbria hanno disciplinato la vendita al dettaglio dei farmaci non soggetti a prescrizione medica introducendo requisiti che appaiono ingiustificatamente restrittivi della concorrenza, rischiando così di ostacolare lo sviluppo dei canali di vendita alternativi alle farmacie. Lo afferma l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in una segnalazione inviata ai presidenti delle due Regioni Roberto Formigoni e Maria Rita Lorenzetti, a Romano Prodi, in qualità di Presidente della Conferenza Permanente Stato-Regioni, ai Ministri per gli Affari Regionali e Autonomie Locali Linda Lanzillotta, per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e per la Salute Livia Turco. L’Autorità chiede che le due Regioni riesaminino le nuove discipline per adeguarle ai principi posti a tutela della concorrenza.

La segnalazione sottolinea che la Giunta Regionale della Lombardia, con una delibera del 4 ottobre scorso, ha previsto che il reparto adibito alla vendita dei farmaci sia separato, tramite parete o vetrata, dal resto del punto vendita, che abbia un magazzino contiguo, nonché una cassa e un fax dedicati. Anche la Giunta Regionale dell’Umbria, con una delibera del 30 ottobre u.s., ha previsto la necessità di un fax e di una cassa appositi per il reparto che dovrà comunque essere inaccessibile al cliente nel caso in cui il farmacista sia assente.

Per l’Autorità i requisiti richiesti dalle due delibere appaiono ingiustificatamente restrittivi della concorrenza tra esercizi che possono vendere i farmaci da banco: si tratta di elementi che, incidendo in modo significativo sui costi, possono costituire una notevole barriera all’accesso per gli esercizi commerciali di minori dimensioni, quali, ad esempio, le parafarmacie, le sanitarie di piccole-medie dimensioni, le erboristerie, i piccoli supermercati. In questo modo si riduce ingiustificatamente la pressione concorrenziale che i nuovi esercizi commerciali potrebbero esercitare nei confronti dei soggetti già operanti nel mercato, cioè le farmacie.

In particolare l’obbligo di separare il reparto con una parete o una vetrata e di avere un magazzino contiguo rischia di diventare un ostacolo insormontabile per gli esercizi più piccoli. Anche le previsioni di fax e casse dedicate sembrano misure sproporzionate peraltro non previste né dalla legge 248/06 che ha liberalizzato la vendita dei farmaci da banco né dalla circolare applicativa del ministero della Salute.

Per l’Autorità le due delibere rischiano in sostanza di determinare per i nuovi entranti nella distribuzione dei farmaci da banco ed in particolare per quelli di minori dimensioni, oneri ben superiori a quelli sopportati dalle farmacie.


Roma, 25 novembre 2006