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C8027 - BANCA INTESA/SANPAOLO IMI


COMUNICATO STAMPA


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Provvedimento del 19 ottobre 2006


COMUNICATO STAMPA

ANTITRUST: AVVIATA ISTRUTTORIA SU FUSIONE SANPAOLO IMI-BANCA INTESA


Rischio di restrizione della concorrenza in alcuni mercati interessati dall’operazione

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 19 ottobre 2006, ha deciso di avviare l’istruttoria sulla fusione per incorporazione di SanPaolo IMI S.p.A. in Banca Intesa S.p.A. Secondo l’Autorità vi sono mercati nei quali la realizzazione dell’operazione di fusione potrebbe determinare una restrizione della concorrenza.
La fusione determinerà la costituzione del primo gruppo bancario italiano e uno dei primi gruppi bancari dell’Area Euro, con una capitalizzazione di mercato di oltre 65 miliardi di euro che potrà contare non solo su una rete distributiva notevolmente ampliata ma anche su una struttura verticalmente integrata nell’attività a monte della produzione-gestione di numerosi mercati. L’operazione comporterà inoltre un ampliamento della gamma e tipologia di servizi offerti alla clientela (dai servizi strettamente bancari a quelli del risparmio gestito sino a quelli assicurativi). Si tratta di elementi che, considerati nel loro insieme, potrebbero essere in grado di costituire o rafforzare una posizione dominante.
In particolare il nuovo gruppo bancario potrà disporre di un potere di mercato significativo nei mercati della raccolta bancaria, degli impieghi, del credito al consumo, del leasing, del factoring, delle carte di credito, delle carte di debito, dei fondi comuni di investimento, delle gestioni individuali di patrimoni (GPM e GPF), dei prodotti di previdenza complementare, del risparmio amministrato, nonché dei rami assicurativi vita I, III e V.
Gli effetti potenzialmente restrittivi della concorrenza andranno inoltre valutati alla luce dei rapporti tra la nuova entità post fusione e il Gruppo Generali, da un lato, e il Crédit Agricole dall’altro.
L’istruttoria dovrà concludersi entro i prossimi quarantacinque giorni, fatto salvo il termine di 30 giorni per il parere dell’Isvap.


Roma, 19 ottobre 2006