Stampa

SANZIONI PER OLTRE 200.000 EURO PER PUBBLICITA’ INGANNEVOLE DI PRODOTTI DIMAGRANTI E PSEUDO FARMACI


COMUNICATO STAMPA


COMUNICATO STAMPA

SANZIONI PER OLTRE 200.000 EURO PER PUBBLICITA’ INGANNEVOLE

DI PRODOTTI DIMAGRANTI E PSEUDO FARMACI

 

Oltre 200mila euro di sanzioni per sette pubblicità ingannevoli di prodotti dimagranti e pseudo-farmaci. E’ il bilancio dell’attività svolta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato negli ultimi due mesi, da quando cioè sono arrivati a chiusura i procedimenti aperti dopo l’entrata in vigore della legge Giulietti, confluita nel codice del Consumo.  

In questi settori nel 2005 sono pervenute 54 denunce, di cui soltanto 11 sono state archiviate. Sui 21 casi già conclusi, 19 sono stati ritenuti ingannevoli, uno si è chiuso con una condanna per inottemperanza a una precedente delibera dell’Autorità e in uno solo è stata riscontrata una non violazione della legge. Il tasso di “scorrettezza” di questi messaggi è dunque evidentemente molto elevato, in grado non solo di pregiudicare il comportamento  economico del consumatore, ma soprattutto in qualche caso di avere effetti negativi sulla salute. Le sanzioni comminate variano dunque da un minimo di 20.000 euro a un massimo di 47.500. Solo in un procedimento è stata fissata la sanzione minima di 1.000 euro ma solo in ragione delle condizioni economiche dell’impresa condannata.

I messaggi condannati vanno dalla promessa di dire addio ai chili di troppo senza diete e in poco tempo, alla possibilità di sconfiggere cellulite e pancia con semplici integratori o elettrostimolatori, fino all’opportunità di eliminare i pericolosi effetti di un bicchiere di troppo semplicemente sorseggiando una bevanda. Ecco una panoramica delle pubblicità ritenute ingannevoli negli ultimi 2 mesi.

20 chili in meno in poco tempo

“Senza diete drastiche, senza attività fisica esagerata” e senza alcuna controindicazione. Erano le proprietà miracolose di alcuni prodotti (Capturia, Solubel, Quick Diet), diffusi dalla società IBS (International Best Seller), composti da sole erbe naturali che “garantivano” una notevole perdita di peso (fino a 20 kg.) in un breve lasso di tempo. L’Autorità, in base alle informazioni fornite dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), ha verificato che questi prodotti, pur contenendo estratti di prodotti naturali, possono essere controindicati in presenza di determinati stati fisiologici o patologici o in associazione con altre terapie farmacologiche. Per l’Autorità omettere indicazioni sulla necessità di consultare preventivamente un medico e altre avvertenze, come attenersi alle dosi consigliate e non fare un uso prolungato del farmaco, induce i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza, con conseguente pericolo per la loro salute. Inoltre le pubblicità sanzionate contenevano indicazioni inesatte sulle condizioni di recesso e le modalità della garanzia offerta.Per la sola pubblicità del trattamento “QuickDiet”, l’unica diffusa dopo l’entrata in vigore della legge Giulietti, l’Autorità ha deliberato l’irrogazione alla IBS di una sanzione di 47.500 euro.

“Irresistibile Snelly!”, “il piacere di una linea perfetta”, “in forma senza fatica”, “pratici confetti privi di controindicazioni”,trattamento completo Snelly per perdere fino a 8 kg nel giro di 30 giorni fino a 15 Kg (durata 60 gg.) …fino a 20 Kg (durata 90 gg.)”. Con questo messaggio, nel corso di 2 trasmissioni di televendita, la società Euromarket, ha pubblicizzato il prodotto Snelly. Pubblicità ingannevole, ha stabilito anche in questo caso l’Autorità, che ha condannato Euromarket S.r.l. a una sanzione di 45.000 euro.

Via la cellulite grazie alla natura

Lotta alla cellulite con capsule e tavolette naturali e anche ai disturbi legati alla menopausa, aumento di peso incluso. Erano le promesse di Cell away, Drena Plus, Fucus, Leggera e Isoflavoni di soia, integratori alimentari definiti efficaci nei trattamenti dimagranti e contro la cellulite  o, come nel caso degli Isoflavoni di soia, contro i fastidi della menopausa, pubblicizzati sul sito rodiola.it,.  Anche questi messaggi secondo l’Autorità sono ingannevoli in quanto i prodotti pubblicizzati non consentono di ottenere i risultati prospettati e manca qualsiasi informazione sulle controindicazioni. I vari componenti, considerati “naturali” sono risultati, in alcuni casi, non compatibili con alcune patologie come l’ipertiroidismo o il diabete. L’Autorità ha potuto colpire con una sanzione pecuniaria l’unico messaggio diffuso dopo l’entrata in vigore della nuova legge e cioè quello relativo agli isoflavoni di soia, con la sanzione di 1000 euro, viste le condizioni economiche dell’impresa sanzionata, la Zenobia Srl.

Ben più pesante (22mila euro) la sanzione comminata a Equilibra Srl. Il messaggio, apparso per oltre un anno sull’omonimo sito, promuoveva integratori alimentari (Cellu-light, Linea & Fibra, Fibra-line, Gambo d’Ananas, Chitosano e Alga Snella) lasciando intendere che la loro assunzione potesse avvenire in modo indiscriminato, senza alcuna controindicazione. In realtà, a causa di alcune sostanze contenute da questi prodotti, l’assunzione può risultare sconsigliata, soprattutto se protratta nel tempo, o, come già detto per gli altri casi, controindicata in presenza di determinati stati fisiologici o patologici o in associazione con terapie farmacologiche. Sul sito Equilife.it, inoltre, la stessa società, ha diffuso alcuni messaggi che promuovevano un Trattamento rimodellante contro gli inestetismi della cellulite nella versione base e intensivo a un costo, rispettivamente di 35 e 44 euro. Per l’Autorità, la cellulite nel suo stadio avanzato, in quanto vera e propria patologia richiede un approccio terapeutico: non è un semplice inestetismo sui quali quei prodotti possono avere effetto. Nel determinare la  sanzione l’Autorità ha anche stabilito il principio che i consumatori con problemi di peso e cellulite, si trovano in una situazione di “particolare debolezza psicologica”. Dunque sono consumatori deboli da tutelare con sanzioni più alte.

L’Autorità ha anche sanzionato la pubblicità del prodotto “Dimafango”, presentato come un “Trattamento riducente localizzato” che grazie “alla presenza del fango del Mar Morto ricco di minerali preziosi” risulta “indicato per il trattamento localizzato delle adiposità”. In questo modo, per l’Autorità, si induce il consumatore a pensare che sia possibile ottenere una specifica riduzione della massa adiposa localizzata, senza bisogno di una dieta e di una costante attività fisica. In questo caso la sanzione a Euromarket, società che pubblicizzava il prodotto, è stata di 18.600 euro, aumentata visto che la società era stata più volte sanzionata per pubblicità ingannevole.

Stop alla pancia con gli elettrostimolatori

“L’apparecchio fa sparire la pancia, elimina centimetri propri in queste zone, nell’addome e nel giro vita” “superdimagrante, snellente e rassodante”, “senza dove fare ginnastica” “pancia magra e soda in due settimane”. I ‘miracolosi’ effetti di Pancia Stop, un elettrostimolatore, sono stati sanzionati dall’Autorità con una multa di 20 mila euro alla società Euromarket Srl che non aveva ottemperato ad una precedente delibera di ingannevolezza, risalente addirittura a 5 anni fa.

Le bibite anti-sbronza

Una bibita anti-sbronza, in grado di “accelerare lo smaltimento dell’alcool, prevenendo anche gli effetti di un eccesso di assunzione di bevande alcoliche”, riducendo rapidamente i malesseri dell’ubriachezza, la nausea, la cefalea, il senso di stanchezza ecc”. Sono le ‘proprietà” pubblicizzate dalla Società Biscaldi Luigi sul sito Internet dell’azienda  e sulla rivista Mixer per Outox, una bevanda a base di fruttosio. Oltre a questi effetti viene anche affermato che Outox avrebbe una influenza positiva su malattie quali il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer. L’Autorità ha comminato unamulta di 47.500 euro alla luce delle informazioni fornite dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) dall’INRAN che non confermano queste proprietà del prodotto. I messaggi pubblicitari, oltretutto, non indicano la presenza di categorie di soggetti cui il prodotto deve essere sconsigliato ma addirittura sostengono che “i bambini e i diabetici possono bere Outox solo per il suo gusto”. Per questo l’Autorità ha chiesto anche la pubblicazione di una dichiarazione rettificativa.

Roma, 6 gennaio 2006