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IC24 - DINAMICHE TARIFFARIE DEL TRASPORTO AEREO PASSEGGERI


COMUNICATO STAMPA


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Provvedimento del 27 aprile 2005


COMUNICATO STAMPA


LIBRO BIANCO ANTITRUST SULLE DINAMICHE TARIFFARIE
DEL TRASPORTO AEREO PASSEGGERI.

NEL SETTORE PERMANGONO OSTACOLI ALL’ACCESSO DI NUOVI OPERATORI. LE COMPAGNIE TRADIZIONALI RIVEDANO LA STRUTTURA DEI COSTI. ANCORA TROPPO OPACHI I PREZZI FINALI PER I CONSUMATORI



L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a conclusione dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche tariffarie, avviata nel dicembre 2003, ha evidenziato che in Italia il processo di liberalizzazione del trasporto aereo non si è ancora compiuto pienamente. Su numerose rotte nazionali, infatti, continuano a perdurare ostacoli all’accesso che hanno impedito il mutamento degli assetti concorrenziali.

Laddove invece si è registrato un aumento del grado di concorrenza, si sono avuti benefici per i consumatori, in termini di incremento dell’offerta e riduzione delle tariffe, seppur nell’ambito di una fase di crisi dell’industria aerea tradizionale, interessata da un forte calo della redditività e più in generale dalla pressione dei vettori low cost.
Il vantaggio dell’ingresso sul mercato dei vettori low cost, si legge nelle pagine dell’indagine, si è infatti tradotto in tariffe estremamente contenute, che hanno risposto ad una domanda in aumento e modificato la percezione stessa del servizio di trasporto aereo, avvicinandolo ad una commodity.
Per quanto il servizio low cost non si ponga come direttamente sostitutivo di quello tradizionale, si è riscontrato un progressivo incremento della permeabilità tra i target di clientela dei due modelli, sia perché l’area di utenza price sensitive si sta ampliando, sia perché gli stessi vettori tradizionali hanno proposto tariffe promozionali, con un impatto sulla struttura tariffaria.

Le compagnie tradizionali, ad avviso dell’Autorità, hanno oggi difficoltà a giustificare la differenza di prezzo e ad adottare la differenziazione basata sulle classi di prenotazione, che costituisce lo strumento classico per massimizzare i profitti. In assenza di chiari indicatori di riferimento, esse tendono ad allinearsi ai prezzi dalla concorrenza, esponendosi ad un sensibile calo della redditività. Soltanto una profonda riorganizzazione della struttura di costo può dunque consentire alle imprese di proporre i propri servizi a prezzi che siano ad un tempo coerenti con la disponibilità a pagare dei consumatori e remunerativi per le compagnie.

La situazione attuale pone quindi due principali questioni:
a) l’identificazione e rimozione degli ostacoli che impediscono il dispiegarsi di una piena concorrenza;
b) un recupero di efficienza da parte delle compagnie aeree tradizionali, per sostenere politiche tariffarie più aggressive.

In quest’ottica, l’Autorità valuta positivamente le iniziative delle imprese orientate a migliorare le condizioni di produzione del servizio e, per contro, intende contrastare l’utilizzo delle barriere che caratterizzano il settore.
Particolare rilevanza ha, in questo senso, la valutazione delle operazioni di concentrazione e delle diverse forme di cooperazione tra vettori (alleanze, code sharing): secondo l’indagine, occorre verificare che tali accordi non risultino restrittivi della concorrenza, ovvero comportino per i consumatori vantaggi superiori alle eventuali limitazioni degli spazi competitivi.
L’Autorità, inoltre, ritiene urgente lo sviluppo della concorrenza anche nei mercati contigui al trasporto aereo, quali la gestione ed i servizi aeroportuali, per agevolare il processo di recupero di efficienza dei vettori.
Con specifico riferimento alle tariffe, strumento primario di competizione tra le compagnie, l’Autorità intende contrastare l’”opacità” del prezzo per i consumatori, dovuta alla scomposizione dell’importo fra la tariffa netta (che viene sempre ampiamente pubblicizzata) e vari supplementi che spesso non vengono ugualmente messi in evidenza con la dovuta trasparenza di informazione.

In questo contesto, le difficoltà delle compagnie tradizionali, impegnate in interventi su fattori della produzione delicati, come il personale e la flotta, non devono costituire il pretesto per ostacolare il percorso di riorganizzazione del settore. In caso contrario, il quadro competitivo del trasporto aereo nazionale rischierebbe di rivelarsi inadeguato a rispondere alla domanda, connotato da una debolezza strutturale e gravato da inefficienze che in ultima analisi verrebbero poste a carico del consumatore.


L’intero testo del libro bianco, con allegati e tabelle di confronto, è scaricabile dal sito dell’Autorità, www.agcm.it



Roma, 7 maggio 2005