Stampa

IC23 - SETTORE TELEVISIVO


COMUNICATO STAMPA


Collegamenti:
Provvedimento del 29 maggio 2003


COMUNICATO STAMPA


ANTITRUST AVVIA INDAGINE CONOSCITIVA NEL SETTORE DELLA TELEVISIONE



L’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 29 maggio 2003, ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva relativa al settore della televisione.

Il mercato italiano della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo è caratterizzato dal più elevato livello di concentrazione in Europa. A fine 2001, la  quota dei primi due operatori televisivi nazionali, espressa in termini di audienceshare 2001, era pari a circa il 90%, a fronte del 74% in Francia, del 66% in Germania, del 65% in Gran Bretagna e del 54% in Spagna.
In particolare, in questi ultimi dieci anni si è andata consolidando una struttura di mercato duopolistica, in cui la presenza di elevate barriere all’ingresso ha sostanzialmente limitato, se non impedito, il dispiegarsi di una pressione concorrenziale che conducesse ad un esito di mercato meno squilibrato.

L’Autorità, sulla base di queste considerazioni, ha constatato come i mercati appartenenti al comparto televisivo mostrino assetti concorrenziali non soddisfacenti, come rilevato nella sua recente segnalazione sul disegno di legge di riforma del settore del 19 dicembre 2002. In particolare, in quella sede, l’Autorità ha evidenziato come l’esistenza di elevate barriere all’entrata abbia ‘’determinato il costituirsi di un mercato fortemente concentrato, poco dinamico e caratterizzato da un basso grado di innovazione’’, con conseguenti effetti negativi sul benessere sociale.

In tale contesto di mercato, il passaggio delle trasmissioni televisive terrestri dallo standard analogico a quello digitale, previsto per il 2006 dalla legge n. 66/01, costituisce un’opportunità per assicurare una maggiore apertura del settore televisivo, in quanto, a parità di risorse frequenziali, consentirà un incremento della quantità di canali disponibili, aumentando in tal modo il numero di fornitori di contenuti televisivi (ossia di emittenti). Tuttavia, affinché l’introduzione di tale standardtrasmissivo esplichi i propri effetti sul processo concorrenziale del settore televisivo, determinando un incremento del numero degli operatori televisivi nazionali e una più equilibrata distribuzione delle quote di mercato, risultano di cruciale importanza le modalità ed i tempi con cui il settore televisivo, ed in particolare il mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo e quello delle reti per la trasmissione del segnale televisivo, si apriranno al gioco della concorrenza.

In considerazione di tali elementi, ed in ragione della rilevanza e complessità della materia, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende procedere ad un’indagine conoscitiva di natura generale nel settore televisivo, con particolare riferimento al mercato a monte delle reti per la trasmissione del segnale televisivo, a quello a valle della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo ed agli altri servizi connessi tra i quali figura il mercato della rilevazione degli indici di ascolto televisivo.


                                            ALLEGATI


Tabella – Struttura del mercato televisivo in Italia
Gruppo
Quota di audience*
Quota nel mercato della raccolta pubblicitaria**
RAI
47,1%
31,3%
Mediaset
43,1%
65,5%
La7
2%
1,9%
Altre emittenti
7,8%
1,3%
Totale
100%
100%


* Dati 2001; fonte European Broadcasting Union, maggio 2002.
** Dati 2001: fonte Banca dati Adex Nielsen, 2002.

Tabella  – Tassi di concentrazione nel settore della televisione in chiaro in Europa*
Paese**
Tasso di concentrazione 1992
Tasso di concentrazione 2001
Grecia
64%
43%
Spagna
66%
54%
Irlanda
70%
56%
Austria
81%
56%
Gran Bretagna
85%
65%
Olanda
76%
66%
Germania
51%
66%
Francia
79%
74%
Portogallo
93%
77%
Danimarca
75%
79%
Svezia
79%
81%
Finlandia
93%
82%
Norvegia
n.d.
82%
Italia
89%
90%


* Il tasso di concentrazione è calcolato come la somma tra le quote di mercato, in termini di audience annuale, dei primi due gruppi televisivi (dati European Investment Bank e European Broadcasting Union).
** In tabella non sono presentati i dati di Svizzera e Belgio perché, per motivi linguistici, il mercato nazionale della televisione in chiaro di questi Paesi è segmentato in sotto-mercati regionali.


Roma, 13 giugno 2003