Stampa

I469 - UNIONE PETROLIFERA/PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE CARBURANTI


COMUNICATO STAMPA



COMUNICATO STAMPA
L’Antitrust autorizza piano ristrutturazione rete distribuzione
carburanti


        L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deliberato, nella riunione del 19 luglio 2001, di autorizzare per un periodo di tre anni, ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 287/90, una intesa, comunicata da Unione Petrolifera il 21 marzo 2001, consistente in un Piano di ristrutturazione della rete di distribuzione stradale dei carburanti.
        Finalità dell’intesa è di procedere, nel triennio 2001-2003, ad una ristrutturazione della rete di distribuzione dei carburanti attraverso la chiusura concordata di circa 2.700 impianti.

        Ad avviso dell’Autorità, l’intesa comunicata presenta una serie di profili restrittivi della concorrenza, in violazione dell’art. 2 della legge n. 287/90, tra cui il principale è costituito dall’individuazione di un criterio proporzionale alla quota di mercato di ciascuna società petrolifera per stabilire il numero di impianti di distribuzione da chiudere, in maniera da minimizzare l’impatto della chiusura degli impianti sulle rispettive quote di mercato. Elemento accessorio è lo scambio di informazioni sensibili tra concorrenti, in particolare circa il numero di impianti progressivamente chiusi in applicazione del Piano, nonchè la costituzione di un Fondo incentivante la chiusura di impianti di distribuzione, alimentato dalle imprese associate, che comporta un “vincolo solidaristico” fra imprese concorrenti, rappresentato dal contributo unitario, versato da ciascuna società petrolifera al Fondo, in misura dei rispettivi volumi di carburante erogati.

        In data 22 giugno 2001, Unione Petrolifera ha integrato la comunicazione dell’intesa, evidenziando la disponibilità di alcune società ad essa aderenti a vendere a soggetti terzi, estranei all’intesa, tramite procedure ad evidenza pubblica gestite da un auditor esterno, almeno 210 impianti di proprietà.
        Tale integrazione ha assunto rilievo decisivo nella valutazione che ha condotto l’Autorità a ritenere soddisfatte le condizioni stabilite dall’art. 4 della legge 287/90 -- miglioramento dell’offerta, beneficio per i consumatori, assenza di restrizioni non necessarie e non eliminazione della concorrenza --per autorizzare l’intesa in deroga al divieto previsto dall’art. 2 della medesima legge.
        A seguito della vendita di impianti di distribuzione a terzi si creerebbero, nel prossimo triennio, le condizioni effettive per l’ingresso sul mercato rilevante di nuovi soggetti imprenditoriali, consentendo anche il superamento delle barriere all’ingresso dovute all’esistenza di normative regionali che ancora vincolano le aperture di nuovi impianti alla consegna di autorizzazioni esistenti. Tutto ciò potrà dare luogo ad un contesto più concorrenziale, anche dal lato del prezzo, nei confronti della imprese incumbents. Quest’ultimo effetto presenta un’indubbia rilevanza, dal momento che è solo attraverso tale miglioramento delle condizioni complessive di concorrenza presenti nel mercato rilevante che diventa effettivamente credibile la trasmissione a valle delle riduzioni di costo, ascrivibili all’intesa in esame, sotto forma di riduzioni di prezzo.

        A seguito di tale valutazione l’Autorità ha pertanto autorizzato l’intesa fino al 31 dicembre 2003 per la parte relativa alla chiusura concordata di circa 3000 impianti e fino al 25 marzo 2005 per la parte relativa alla costituzione di un fondo incentivante allo smantellamento ed alla bonifica dei siti degli impianti chiusi.


Roma, 25 luglio 2001