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IC21 - RISTRUTTURAZIONE RETE CARBURANTI


COMUNICATO STAMPA


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Provvedimento del 7 giugno 2001


COMUNICATO STAMPA

Dall’indagine conoscitiva sulla ristrutturazione della rete carburanti
un invito ad aprire il mercato alla concorrenza


        L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 7 giugno 2001, ha deliberato la chiusura dell’indagine conoscitiva sulla ristrutturazione della rete dei carburanti, avviata il 2 novembre 2000 su richiesta del Ministro dell’Industria.
        Nell’ultimo decennio, la dinamica della ristrutturazione della rete distribuiva è stata modesta e svolta all’insegna di una “cooperazione” sistematicamente ricercata dalle compagnie petrolifere, che non ha certo favorito lo sviluppo di un loro confronto concorrenziale. Il decreto n. 32/98 e le successive integrazioni e modifiche hanno inteso procedere a un’ampia liberalizzazione dell’ingresso nel mercato, in particolare sostituendo il regime concessorio con quello autorizzatorio e ponendo le premesse per il superamento delle norme che imponevano la chiusura di 2 o 3 punti vendita per aprirne uno nuovo, nonché estendendo la gamma dei prodotti messi in vendita presso gli impianti.
        Dall’indagine emerge tuttavia che la liberalizzazione dell’attività di distribuzione dei carburanti e delle condizioni di accesso al mercato, introdotta dal decreto n. 32/98, è parziale e insufficiente ad assicurare uno stabile assetto concorrenziale. In particolare, l’analisi svolta ha messo in evidenza comportamenti spesso inadeguati da parte di Regioni e Comuni, chiamati a svolgere compiti di primaria importanza ai fini dell’applicazione del decreto n. 32/98, con la conseguenza di un’ingiustificata situazione di protezione a favore degli operatori già presenti nel mercato, che si riflette in senso negativo sugli esiti dello stesso processo di ristrutturazione della rete.
        In sostanza, sono state spesso ripristinate barriere amministrative all’ingresso sul mercato, vuoi in ragione dei frequenti ritardi ed inerzie fatti registrare, con preoccupante ampiezza, dai Comuni, vuoi in ragione del fatto che numerose Regioni non hanno ancora emanato i provvedimenti normativi di applicazione del decreto su scala locale. A ciò si aggiunga che l’adozione di tali provvedimenti, da parte delle Regioni che lo hanno fatto, è stata talvolta tale da vanificare, per circa il 40% del mercato, la liberalizzazione introdotta a livello nazionale, finendo col riprodurre a livello regionale quel modello di “ristrutturazione protetta” che il legislatore aveva inteso superare con il decreto n. 32/98.
        L’indagine ha peraltro messo in rilievo che per i potenziali entranti l’ostacolo principale continua ad essere costituito dall’obbligo di chiusura di impianti per aprirne di nuovi. Al riguardo, l’Autorità ritiene che la disciplina esercitata dalla concorrenza potenziale sia benefica per l’intero mercato della distribuzione. In tal senso, possono svolgere un ruolo importante, da un lato, l’adozione del Piano nazionale, che potrebbe dare nuova spinta alla chiusura di impianti marginali; dall’altro, i provvedimenti recentemente emanati per definire le modalità di accesso alle infrastrutture di stoccaggio, che, una volta a regime, potranno consentire di operare nella distribuzione a soggetti non integrati verticalmente nella fase logistica.
        L’Autorità auspica, in definitiva, che la programmazione nazionale e regionale sia tale da far sì che l’obiettivo di ammodernamento della rete nazionale di distribuzione dei carburanti possa essere conseguito in un contesto di piena e compiuta apertura del mercato alla concorrenza effettiva e potenziale: cioè nelle condizioni necessarie a garantire l’effettivo raggiungimento degli attesi guadagni di efficienza e a renderne possibile il trasferimento ai consumatori.

Roma, 20 giugno 2001