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I215 - CONSORZIO NAZIONALE SERVIZI-COPMA


COMUNICATO STAMPA


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Provvedimento del 16 aprile 1998


COMUNICATO STAMPA

Condannato lo statuto e il "Patto di non concorrenza" di un consorzio
  di cooperative che operano nel settore delle pulizie


        L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato che il Consorzio Nazionale Servizi (CNS), un consorzio che riunisce società cooperative operanti principalmente nei settori dei servizi di pulizia, di manutenzione e di ristorazione, ha violato l’articolo 2, comma 2, della legge n. 287/90. L’Autorità ha ritenuto che alcuni articoli dello Statuto del CNS e il regolamento interno denominato "Patto di non Concorrenza" hanno prodotto effetti distorsivi della concorrenza nel mercato rilevante, ovvero quello degli appalti di servizi di pulizia di importo superiore a 200.000 ECU, nel quale, nel 1996, il CNS aveva una quota di mercato pari al 28%. Nel 1995 il volume di affari complessivo dei soci aderenti al CNS è stato superiore ai 2.200 miliardi di lire, dei quali circa 180 fatturati attraverso il Consorzio.

        L'Autorità ha stabilito che le disposizioni contenute nello Statuto, là dove prevedevano la possibilità per il CNS di svolgere alcune attività rilevanti sotto il profilo della determinazione delle strategie d'impresa per conto delle proprie consorziate, e in particolare di definire gli ambiti territoriali dove queste potevano operare, fossero idonee a limitare l'autonomia imprenditoriale delle consorziate, distorcendo il corretto svolgimento del processo concorrenziale.
        Anche il Patto di non Concorrenza, che prevedeva un generale divieto per tutte le imprese consorziate di partecipare in concorrenza con il CNS alle gare d'appalto di importo superiore ai 200.000 ECU, a meno di ottenere una apposita deroga, è stato ritenuto lesivo della concorrenza. Infatti, esso imponeva un vincolo alla partecipazione delle imprese alle gare d'appalto, inducendole ad operare solo in alcune definite aree geografiche.

        In ragione della durata e della gravità delle infrazioni l'Autorità ha comminato al Consorzio Nazionale Servizi un'ammenda di 24,6 milioni di lire, pari al 2% del fatturato realizzato dal Consorzio nel mercato rilevante. Nel corso del procedimento il Consorzio ha modificato lo Statuto e ha abrogato il Patto di non Concorrenza, ponendo fine ai comportamenti lesivi della legge 287/90.

Roma, 22 maggio 1998