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AS123 - AS123 - SEGNALAZIONE LIBERALIZZAZIONE SERVIZI A TERRA AEROPORTI


COMUNICATO STAMPA


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Segnalazione del 23 febbraio 1998


COMUNICATO STAMPA

Sulla liberalizzazione dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in conformità a quanto previsto dall'articolo 22 della legge 10 ottobre 1990 n. 287, nella adunanza del 19 febbraio ha espresso il suo parere ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio e al Ministro dei Trasporti in merito al disegno di legge che recepisce la direttiva comunitaria relativa alla liberalizzazione dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti.

La direttiva comunitaria 96/67 costituisce un importante passo nell'ambito del processo di apertura alla concorrenza dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti. L'Autorità ha riscontrato tuttavia come, in alcuni punti, il disegno di legge di recepimento non appaia del tutto coerente con quanto disposto dalla direttiva comunitaria, imponendo vincoli alla liberalizzazione dei servizi aeroportuali che non sono menzionati nella direttiva stessa e omettendo di ripercorrere i criteri in essa indicati nei casi di limitazione dell'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra.

In particolare, il disegno di legge, richiamando una disposizione contenuta nella legge 3 agosto 1995 n.351, prevede che l'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra di nuovi operatori sia subordinato alla verifica dei livelli di occupazione nell'aeroporto e alla continuità del rapporto di lavoro del personale dipendente dal precedente gestore. L'Autorità, conformemente a quanto già segnalato in precedenza, (cfr. parere ai sensi dell'art. 22 del 22 giugno 1995, Normativa del settore aeroportuale) ha ribadito come l'imposizione ai nuovi entranti dell'onere di assorbire manodopera eccedente possa disincentivare l'ingresso sul mercato di nuovi operatori e possa ridurne l'impatto concorrenziale. Peraltro è possibile che l'apertura alla concorrenza, comportando un aumento della qualità e una riduzione del prezzo dei servizi, possa determinare un aumento anche sensibile della domanda dei servizi stessi.

In secondo luogo il disegno di legge prevede limitazioni all'accesso al mercato più ampie di quelle previste dalla direttiva e omette di fare riferimento, nel caso di queste limitazioni, a una procedura di selezione degli operatori tramite gara d'appalto.
L'Autorità ritiene invece che debbano essere indicati più chiaramente quali sono i servizi per cui è possibile limitare la presenza di prestatori, per non introdurre, nell'ordinamento italiano, vincoli che limiterebbero la portata della liberalizzazione dei servizi di assistenza a terra. L'Autorità ritiene inoltre che il disegno di legge debba esplicitare le modalità di selezione dei prestatori, nei casi di limitazione del loro numero, trasferendo fedelmente nella norma di recepimento il contenuto della direttiva comunitaria.

L'Autorità ha inoltre rilevato come la mancata precisazione del concetto di autoassistenza dei servizi di assistenza a terra e l'assenza di riferimenti espliciti alle caratteristiche dei soggetti abilitati possa favorire un'interpretazione strumentalmente restrittiva delle previsioni della direttiva e agevolare comportamenti in contrasto con i principi della concorrenza. Al riguardo, al fine di evitare tali interpretazioni da parte dei gestori aeroportuali, l'Autorità ritiene che il recepimento della direttiva debba fare riferimento espressamente alla possibilità per le compagnie aeree, e per le società da esse controllate, di svolgere i servizi di handling in autoassistenza.

Infine l'Autorità ritiene che, in sintonia con la direttiva comunitaria, i corrispettivi richiesti dai gestori aeroportuali ai nuovi entranti per l'utilizzo delle infrastrutture debbano essere pertinenti ai costi di gestione e di sviluppo dell'aeroporto e non rappresentare delle royalties che vanno a compensare il cessato guadagno conseguente alla liberalizzazione dei servizi.

Roma, 24 febbraio 1998