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I220 - CONSIGLI NAZIONALI DEI RAGIONIERI E PERITI COMMERCIALI E DEI DOTTORI COMMERCIALISTI


COMUNICATO STAMPA


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Provvedimento del 26 novembre 1998


COMUNICATO STAMPA
L'Antitrust condanna i Consigli Nazionali dei Commercialisti, Ragionieri
 e Periti Commerciali per una serie di intese sulle tariffe professionali


        L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l'istruttoria nei confronti dei Consigli dei Commercialisti e dei Ragionieri e Periti Commerciali, pervenendo alla conclusione che costituiscono intese restrittive della concorrenza, e dunque in violazione dell'art. 2, comma 2, della legge n. 287/90, sia i rispettivi tariffari relativi alle prestazioni professionali, sia la raccomandazione con cui il Consiglio dei ragionieri e periti commerciali ha sollecitato i propri iscritti ad applicare la tariffa prima ancora che fosse formalizzata da parte delle pubbliche autorità, sia, infine, il coordinamento posto in essere dai due Consigli Nazionali per uniformare le tariffe delle due categorie professionali.
        Il punto di partenza è costituito dall'affermazione, ormai da considerarsi pacifica ai fini specifici delle norme sulla concorrenza, che i professionisti in questione sono qualificabili come imprese e i rispettivi ordini professionali quali associazioni di imprese. Muovendo da tale premessa, l'Autorità ha evidenziato che i Consigli nazionali, seguendo una prassi consolidata, sono andati ben oltre il ruolo consultivo loro attribuito dalle norme in materia.
        Infatti, la scelta di elaborare le tariffe è nata e si è formata all'interno dei  Consigli Nazionali, i quali hanno altresì liberamente definito la struttura e la classificazione delle prestazioni professionali, nonché il contenuto, i limiti di applicazione e il livello delle tariffe, fornendo all'autorità pubblica un quadro qualitativo e quantitativo già compiuto in ogni sua parte, indipendentemente da qualsiasi richiesta dell'autorità medesima e già prima della conclusione del procedimento formale di fissazione delle tariffe.
        Il comportamento assunto dai due Consigli Nazionali, consistente nella elaborazione e definizione di un tariffario, costituisce una chiara manifestazione della volontà di coordinare il comportamento dei propri iscritti per quanto concerne la fissazione dei compensi per le prestazioni, analiticamente identificate, dei servizi professionali. L'intesa posta in essere ha determinato un aumento dei prezzi medi delle prestazioni offerte dalle due categorie professionali ed ha inciso su una delle componenti fondamentali che guidano la scelta dei consumatori: il prezzo di vendita di un servizio rappresenta infatti uno dei principali fattori nella definizione della strategia concorrenziale di un'impresa.
        Riguardo al Consiglio dei ragionieri e periti commerciali è inoltre emerso che questo, senza neppure attendere la definitiva formalizzazione delle tariffe da parte dell'esecutivo, ha formalmente invitato gli iscritti ad applicare la tariffa da esso stesso proposta e ha diffuso a mezzo stampa quello stesso tariffario, dando quindi autonomamente esecuzione all'accordo volto a fissare le tariffe per i propri associati, prima di, e indipendentemente da, qualsiasi decisione dell'autorità pubblica.
        Dalle risultanze istruttorie risulta, infine, che sin dal 1990 i due Consigli Nazionali hanno instaurato un rapporto di collaborazione finalizzato ad uniformare le due tariffe. La collaborazione è avvenuta attraverso continui scambi di informazioni, riunioni, incontri e corrispondenza. Tale collaborazione ha condotto alla decisione assunta dal Consiglio dei ragionieri e periti commerciali, d'accordo con il Consiglio dei commercialisti, di abbandonare il proprio originario progetto di tariffa, che si differenziava sia sotto il profilo formale che sostanziale da quello dei dottori commercialisti, e di presentare una tariffa identica a quella dei dottori commercialisti.
        L'Autorità ha diffidato il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e il Consiglio Nazionale dei Ragionieri e Periti Commerciali dal porre in essere in futuro intese analoghe.        

Roma, 14 dicembre 1998