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AS100 - AS100 - SEGNALAZIONE PUNTI VENDITA PER LA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA


COMUNICATO STAMPA


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Segnalazione del 18 settembre 1997


COMUNICATO STAMPA


        L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato una segnalazione ai Presidenti  del Senato e della Camera e al Presidente del Consiglio in merito al disegno di legge recante nuove norme in materia di punti vendita per la stampa quotidiana e periodica.
        Nella segnalazione, l'Autorità conviene che il disegno di legge in questione rappresenta un importante contributo all'ampliamento della rete di distribuzione dei prodotti editoriali e alla modifica del vigente sistema di pianificazione dei punti-vendita, in particolare prevedendo l'avvio di una fase di sperimentazione, della durata di diciotto mesi, riguardante la vendita di giornali quotidiani e periodici in esercizi diversi dalle rivendite fisse autorizzate e, più specificamente, in librerie, tabaccherie, distributori di carburanti, bar ed esercizi della grande distribuzione, nonché in negozi specializzati, limitatamente alla vendita di riviste di identica specializzazione.
        L'Autorità però avverte che alcune disposizioni contenute nel citato provvedimento potrebbero, nel concreto, limitare, se non pregiudicare, l'auspicato processo di apertura ed ampliamento della rete di vendita. Il riferimento, in primo luogo, è a quelle norme secondo le  quali gli esercizi commerciali alternativi alle edicole e aderenti alla fase di sperimentazione devono assicurare la parità di trattamento alle testate.
        Tale obbligo si traduce nel vincolo per il rivenditore di esporre nel proprio esercizio commerciale tutte le testate che ne facciano richiesta. Ciò sembra costituire un onere eccessivo che riduce drasticamente l'incentivo ad intraprendere questa nuova attività presso gli esercizi oggetto della sperimentazione e della successiva riforma, anche se l'obbligo di parità comporta, così come è per le edicole, la facoltà di resa totale dell'invenduto. E' evidente infatti che per i punti vendita non specializzati nella commercializzazione dei prodotti editoriali, lo spazio espositivo a favore dei quotidiani e dei periodici ha dimensioni particolarmente limitate. Ad avviso dell'Autorità, per i nuovi punti di vendita è maggiore la probabilità che i benefici derivanti dall'ampia facoltà di resa dell'invenduto non siano compensati dai costi connessi all'obbligo di parità di trattamento tra testate.
        L'Autorità è consapevole che vi sono caratteristiche di servizio pubblico nella distribuzione editoriale per quegli aspetti legati alla tutela del pluralismo editoriale e per la conseguente necessità di garantire l'accesso ai consumatori a tutte le testate. Tuttavia, ritiene che il soddisfacimento di tali esigenze non richieda l'imposizione di oneri di servizio pubblico anche ai nuovi punti vendita non specializzati, ma possa invece essere perseguito attraverso l'applicazione di schemi contrattuali differenziati ai diversi canali distributivi, prevedendo diverse combinazioni di elementi di costo e di incentivo. In altri termini, è possibile prevedere un sistema nel quale agli esercizi commerciali che si assoggettano all'obbligo di garantire la parità di trattamento delle testate siano mantenute le attuali condizioni e, in particolare, la facoltà di resa totale dell'invenduto, mentre ai punti vendita che non assumono tale onere potrebbero essere applicate condizioni di resa dell'invenduto meno favorevoli.
        In tal modo verrebbe a ridursi il rischio di ostacolare l'accesso di nuovi entranti e, pertanto, di vanificare l'obiettivo perseguito dalla normativa che si vuole introdurre.
        Occorre infine osservare che tra i criteri direttivi sui quali dovrà basarsi la riorganizzazione del settore, l'articolo 3, comma 1, del disegno di legge dispone, alla lettera c), che le autorizzazioni ai punti-vendita non esclusivi siano rilasciate in ragione della densità della popolazione, delle caratteristiche urbanistiche e sociali delle zone, dell'entità delle vendite di giornali negli ultimi due anni, delle condizioni di accesso e dell'esistenza di altri punti-vendita non esclusivi. Lo stesso articolo prevede, alla lettera f) del comma 1, la riformulazione dei Piani comunali di localizzazione delle edicole.
        In una precedente segnalazione al Parlamento, l'Autorità aveva già indicato la necessità di eliminare la pianificazione dei punti vendita, nel convincimento che solo tale misura possa garantire una effettiva liberalizzazione del settore (cfr. segnalazione dell'Autorità del 26 ottobre 1994, caso AS 47, Boll.n.43/94).
        L'Autorità ritiene opportuno ribadire che il rilascio dell'autorizzazione alla vendita non dovrebbe essere subordinato al rispetto di parametri relativi alla domanda definiti autoritativamente, poiché è dal libero gioco della concorrenza e del mercato che dovrebbe scaturire il numero ottimale di operatori.

Roma, 23 settembre 1997