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I220 - TARIFFE PROFESSIONALI RAGIONIERI E COMMERCIALISTI


COMUNICATO STAMPA



COMUNICATO STAMPA

        L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato l'avvio di un procedimento istruttorio nei confronti del Consiglio Nazionale dei ragionieri e periti commerciali (CNRPC) e del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei commercialisti (CNDC), in quanto i due Consigli, d'intesa tra loro, hanno elaborato, nel 1992, identiche tariffe professionali inviandone le bozze concordate ai Ministeri di Grazia e Giustizia, dell'Industria e del Tesoro.
        L'Autorità ha già espresso, nelle conclusioni dell'indagine conoscitiva sul settore degli Ordini e Collegi professionali, il proprio orientamento sfavorevole nei confronti della fissazione normativa di tariffe per i servizi professionali. Ma in ogni caso i comportamenti del CNRPC e del CNDC nell'elaborazione e applicazione delle tariffe vanno molto oltre le stesse previsioni normative.
        Mentre la tariffa dei dottori commercialisti, ottenendo il parere favorevole del Consiglio di Stato, è stata approvata dal Consiglio dei Ministri ed emanata con D.P.R. n. 645 del 10 ottobre 1994, l'iter di approvazione della tariffa dei ragionieri e periti commerciali ha subito un rallentamento, a causa del parere sfavorevole del Consiglio di Stato, secondo il quale, per la diversa formazione professionale dei ragionieri rispetto ai commercialisti, si sarebbe dovuto pervenire a tariffe inferiori.
        Il CNRPC ha tuttavia disatteso gli inviti da parte del Ministero di Grazia e Giustizia a modificare la bozza secondo le indicazioni del Consiglio di Stato e ha invitato tutti gli iscritti ad applicare la nuova tariffa attraverso una serie di iniziative consistenti nella pubblicazione della tariffa sulla rivista di categoria "SUMMA", nonché nell'invio di circolari ai Collegi.
        Con il D.P.R. 6 marzo 1997 n. 100per le prestazioni dei ragionieri e dei periti commerciali la tariffa è stata poi approvata.
        I due Consigli degli ordini, elaborando congiuntamente le tariffe al fine di renderle omogenee, hanno realizzato un accordo interprofessionale volto a conseguire una restrizione concorrenziale ulteriore e diversa rispetto a quella già prevista dal legislatore - circoscritta all'ambito di ciascuna categoria professionale - perché riguarda l'allineamento dei prezzi praticati da professionisti appartenenti a distinti Ordini.
        Il CNRPC e il CNDC hanno inoltre assunto un ruolo particolarmente attivo nella definizione delle tariffe, del tutto eccedente rispetto a quanto previsto dai D.P.R. n. 1067/1953 e 1068/1953 in materia tariffaria che attribuiscono agli ordini una semplice partecipazione funzionale al procedimento di formazione della tariffa, con la quale le organizzazioni professionali manifestano il proprio punto di vista sulla materia.
        Infine, il CNRPC, nelle more dell'approvazione ministeriale della tariffa, ha dato attuazione all'accordo con il CNDC, raccomandando ai propri membri di applicare le tariffe ancorché prive dell'approvazione ministeriale.
        Tali comportamenti, in quanto appaiono essere il frutto di deliberazioni di associazioni di imprese, integrano fattispecie di intese ai sensi dell'art. 2 della legge n. 287/90, e, in ragione della rilevanza quantitativa e qualitativa, nel mercato considerato, delle categorie interessate, appaiono restringere in modo consistente il gioco della concorrenza.
       
Roma, 5 novembre 1997