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L’Antitrust può segnalare al Governo, al Parlamento, alle Regioni e agli Enti locali i provvedimenti normativi e amministrativi già vigenti, o in via di formazione, che introducono restrizioni della concorrenza. A partire dal 2010 l’Autorità, nella relazione annuale inviata alla Presidenza del Consiglio, indica tutte le leggi che impediscono la competizione e che vanno dunque eliminate o riformate. Il Governo presenta alle Camere un disegno di legge, la legge annuale della concorrenza, con il quale vengono recepite le indicazioni dell’Antitrust, eventualmente indicando i settori nei quali ha deciso di non dare seguito alle sue osservazioni.

L’articolo 21-bis della legge 287/90, introdotto nel 2012, ha anche attribuito all’Autorità la legittimazione a impugnare gli atti della pubblica amministrazione che determinano distorsioni della concorrenza.

Il potere di advocacy dell’Autorità è stato sostanzialmente rafforzato nell’ambito della normativa sulle liberalizzazioni dei mercati, volta a dare maggiore voce alla concorrenza nel sistema regolatorio nazionale [in particolare l’art. 34 del d.l. n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 201/2011, nonché l’art.1 del d.l. 1/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 27/2012].