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Mutui: Antitrust avvia istruttoria nei confronti di 6 banche nelle province di Trento e Bolzano per verificare una possibile intesa sui tassi applicati alla clientela

14/05/2014

COMUNICATO STAMPA

MUTUI: ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA NEI CONFRONTI DI 6 BANCHE NELLE PROVINCE DI TRENTO E BOLZANO PER VERIFICARE UNA POSSIBILE INTESA SUI TASSI APPLICATI ALLA CLIENTELA

Procedimento notificato oggi a Cassa di Risparmio di Bolzano, Banca Popolare dell’Alto Adige, Cassa Raiffeisen di Brunico, Cassa Rurale Bolzano, Cassa Rurale Renon e Cassa Raiffeisen Valle Isarco nel corso di alcune ispezioni effettuate in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza e con il supporto del Comando Provinciale di Bolzano della Gdf.

 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 7 maggio 2014, ha deliberato di avviare un’istruttoria nei confronti di 6 banche operanti nelle province di Bolzano e Trento per verificare se abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza nella determinazione dei tassi da applicare sui mutui immobiliari.

Il provvedimento è stato notificato oggi alle banche interessate (Cassa di Risparmio di Bolzano, Banca Popolare dell’Alto Adige, Cassa Raiffeisen di Brunico, Cassa Rurale Bolzano, Cassa Rurale Renon e Cassa Raiffeisen Valle Isarco) nel corso di alcune ispezioni effettuate in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza e con il supporto del Comando Provinciale di Bolzano della Gdf.

Le sei banche sono presenti sul territorio delle due province con oltre 300 sportelli.

L’istruttoria, avviata anche alla luce di una segnalazione dell’associazione di consumatori Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adige, dovrà valutare l’inserimento, nei contratti di mutuo ipotecario a tasso variabile offerti dalle 6 banche, di una medesima clausola relativa alla presenza di un c.d. tasso floor il cui ammontare è stato fissato nell’identica misura del 3%: si tratta di una soglia minima al di sotto della quale il tasso di interesse applicato al finanziamento non può scendere. Tale valore, stante il corrente andamento dei tassi di interesse, non trova giustificazione nelle normali dinamiche competitive, oltre a risultare particolarmente oneroso per la clientela.

Secondo l’Antitrust, l’adozione omogenea di tale tasso potrebbe essere potenzialmente idonea a coordinare le politiche delle banche nell’evitare il confronto concorrenziale basato sulla riduzione dei tassi di interesse per acquisire clientela.

 

L’istruttoria dovrà concludersi entro il 15 maggio 2015.

Roma, 14 maggio 2014