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Antitrust: richieste in aumento per ottenere il rating di legalità

03/03/2015

COMUNICATO STAMPA


ANTITRUST: RICHIESTE IN AUMENTO
PER OTTENERE IL RATING DI LEGALITÀ


Continuano ad aumentare le richieste delle imprese per ottenere il Rating di legalità, rilasciato per legge dall’Antitrust. Nei primi due mesi del 2015 l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, presieduta da Giovanni Pitruzzella, ha ricevuto rispettivamente 83 domande a gennaio ( 14% rispetto a dicembre 2014) e 133 a febbraio ( 60%). Su 49 casi chiusi a gennaio, le attribuzioni sono state 37, con tre dinieghi e nove archiviazioni (per mancanza dei requisiti). Nel mese scorso, invece, su un totale di 77 casi, le attribuzioni sono salite a 54, con una conferma (in seguito a cambi dei dati camerali), tre dinieghi, una revoca e 18 archiviazioni.

Già nel corso del 2014 le richieste erano più che raddoppiate rispetto al 2013. Dalle 142 pratiche del primo anno, quando entrò in vigore il Regolamento dell’Agcm, l’anno scorso le domande sono state 402, per arrivare ora a un totale complessivo di 760 (febbraio 2015).

Approvato dal Parlamento alla fine del 2012, il Rating di legalità è lo strumento “premiale” con cui è stato affidato all’Antitrust il compito di attribuire un punteggio, da una a tre “stellette”, alle imprese virtuose che hanno un fatturato superiore ai due milioni di euro annui e corrispondono a una serie di requisiti giuridici. Per ottenere una “stelletta”, il titolare dell’azienda e gli altri dirigenti non devono avere precedenti penali o tributari. Oltre a non essere stata condannata nel biennio precedente per illeciti antitrust, l’impresa deve effettuare pagamenti e transazioni finanziarie oltre i mille euro esclusivamente con strumenti tracciabili. Per ottenere un punteggio più alto, il Regolamento indica altri sei requisiti: due “stellette” se ne vengono rispettati la metà, tre “stellette” se vengono rispettati tutti.

Del Rating assegnato dall’Antitrust, secondo quanto prevede la legge, “si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario”. In forza della stessa normativa, “gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d'Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta”.

In complesso, dall’entrata in vigore del Regolamento a oggi sono stati attribuiti 362 Rating di legalità, contro 18 dinieghi. L’elenco completo delle aziende che hanno ottenuto il riconoscimento, con il relativo punteggio, è pubblicato sul sito dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (www.agcm.it).

 

Roma, 3 marzo 2015