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ICN approva un decalogo per la concorrenza nel settore bancario

30/06/2005

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icon BANKS Bonn final version Apr 2005




La rete internazionale degli antitrust mondiali (ICN) approva un decalogo per aprire di più la concorrenza nel settore bancario: tra gli obiettivi, tutelare i piccoli risparmiatori, ridurre i costi che gravano sul cambio di istituto di credito e abbassare le barriere all’ingresso


a.        Dal 6 all’8 giugno 2005 si è svolta a Bonn la quarta Conferenza Annuale della Rete Internazionale della Concorrenza (ICN). Alla conferenza hanno partecipato più di 400 persone in rappresentanza di più di ottanta autorità antitrust, di organismi internazionali, del mondo delle imprese, degli studi legali e dell’università. Fondata nel 2001 da tredici autorità nazionali di concorrenza, tra cui quella italiana, l’ICN adesso include quasi tutte le autorità antitrust del mondo. Alla conclusione della Conferenza i membri dell’ICN hanno approvato raccomandazioni volte a migliorare il processo di controllo delle concentrazioni, soprattutto al fine di semplificare il coordinamento tra autorità nel caso di operazioni che riguardano una pluralità di giurisdizioni. Inoltre sono state discusse le relazioni dei gruppi di lavoro in materia di cartelli e di assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo sulle tematiche antitrust.


b.        L’Autorità italiana, oltre ad aver organizzato la prima conferenza annuale dell’ICN nel settembre 2002 a Napoli, ha sempre avuto un ruolo di rilievo nell’ICN, co-presiedendo il gruppo di lavoro sulle modalità di funzionamento della Rete (insieme al Canada) e quello sull’applicazione della normativa antitrust ai settori regolati (insieme alla Francia). Quest’ultimo gruppo di lavoro ha presentato alla Conferenza Annuale di Bonn un rapporto sul “Ruolo della concorrenza nella regolazione del settore bancario” che affronta la questione delle necessità di regolazione del settore in relazione alle carenze del mercato. In particolare il rapporto del Gruppo di lavoro individua alcuni ambiti (la tutela dei piccoli correntisti, la disciplina dei pagamenti tra banche, le esigenze di stabilità) che richiedono interventi specifici di regolazione. Inoltre, gli elevati costi associati al cambiare banca aumentano significativamente il potere di mercato di ogni singolo istituto di credito sia nei confronti dei depositanti che dei debitori, rendendo necessaria l’introduzione di misure regolatorie adeguate, il più possibile rispettose del funzionamento dei mercati. Per tutti gli altri aspetti, si ritiene che il settore possa essere efficacemente disciplinato dagli esistenti meccanismi di mercato e dall’applicazione della normativa antitrust.


c.        Sulla base del Rapporto, la Conferenza Annuale di Bonn ha adottato le seguenti raccomandazioni volte a favorire una maggiore liberalizzazione del settore, l’adozione di un’architettura regolatoria funzionale allo sviluppo della concorrenza e una rigorosa applicazione delle norme antitrust.


d.        In particolare, le Autorità che applicano le norme antitrust dovrebbero:


1.        favorire lo sviluppo di un settore bancario aperto e in concorrenza, che non presenti ingiustificate restrizioni in merito all’entrata nel mercato e agli assetti proprietari, risultanti dalle norme esistenti o dalla loro applicazione;

2.        garantire l’esistenza di un’adeguata separazione tra l’applicazione della regolazione prudenziale di settore e le norme di concorrenza;


e.        Inoltre, le autorità di concorrenza dovrebbero:


3.        instaurare, qualunque sia l’assetto istituzionale, proficue relazioni con le autorità di regolazione di settore e coordinare le reciproche azioni nella valutazione delle principali questioni;

4.        utilizzare, nella pratica applicativa, i consueti strumenti dell’analisi antitrust, compresi la definizione del mercato rilevante, il potere di mercato o la dominanza, le eventuali misure correttive.


f.        Infine, le autorità di concorrenza, laddove non risultino compromessi eventuali altri importanti interessi generali, dovrebbero impegnarsi a promuovere:


5.        l’eliminazione di eventuali esclusioni dall’applicazione delle norme di concorrenza per le istituzioni finanziarie;

6.        un contesto in cui le banche siano informate in maniera tempestiva e completa sull’esposizione debitoria dei potenziali prenditori a prestito (nei mercati finanziari integrati anche su base internazionale), assicurando modalità e procedure tali per cui lo scambio di informazioni tra istituti di credito non dia luogo a restrizioni della concorrenza;

7.        un ambito giuridico che assicuri alle banche la piena e tempestiva disponibilità di eventuali attività poste a garanzia del credito;

8.        una riduzione dei costi connessi al cambiamento di banca per i correntisti, attraverso più incisivi obblighi di trasparenza sulle condizioni applicate, quali ad esempio i costi di chiusura di un conto corrente o quelli relativi all’estinzione di un mutuo;

9.        nei paesi in cui circola la stessa valuta, una riduzione dei costi di transazione per i pagamenti trasfrontalieri, compresa la creazione di un sistema di pagamenti a dimensione sovranazionale, in modo da facilitare lo sviluppo di  mercati più ampi e accrescere le possibilità di scelta per i consumatori;

10.        specialmente per i paesi in via di sviluppo e coerentemente con l’obiettivo del mantenimento di un mercato concorrenziale, l’introduzione di forme di garanzia di tipo mutualistico che consentano alle istituzioni finanziarie di ridurre i propri rischi.