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Avviata una consultazione pubblica sulla revisione del regolamento in materia di rating di legalità

22/10/2014

I soggetti interessati possono esprimere le proprie valutazioni in merito al contenuto della delibera allegata entro il 29 ottobre 2014, inviando una mail all’indirizzo consultazione.regolamentorating@agcm.it.


CONSULTAZIONE PUBBLICA PER LA REVISIONE DEL REGOLAMENTO IN MATERIA DI RATING DI LEGALITÀ

L’Autorità, al fine di rendere più capillare e penetrante il controllo che è chiamata ad esercitare in sede di rilascio del rating nonché di alzare il livello di legalità richiesto alle imprese, procederà a modificare il Regolamento adottato con delibera del 5 giugno 2014, n. 24953.

In particolare, l’Autorità ha ritenuto di introdurre nell’elenco di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b) del Regolamento, i seguenti reati:

- millantato credito (art. 346 c.p.);

- traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.);

- Turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.);

- turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.);

- astensione dagli incanti (art. 354 c.p.);

- inadempimento di contratti di pubbliche forniture (art. 355 c.p.);

- frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p);

- omesso versamento di contributi previdenziali (art. 2, commi 1 e 1 bis, decreto legge n. 463/1983 – convertito nella legge 11 Novembre 1983, n. 638).

Tali reati, sebbene non previsti nel decreto legislativo n. 231 del 2001, sono tuttavia importanti sotto il profilo dell’alterazione illegale delle relazioni economiche con la pubblica amministrazione e con i lavoratori.

L’Autorità ha altresì disposto che le richieste di rating devono essere inviate alla Commissione consultiva rating, istituita con delibera dell’Autorità del 17 aprile 2013 e composta da un rappresentante dell’Autorità, da un rappresentante del Ministero della Giustizia, da un rappresentante del Ministero dell’Interno e da un rappresentante di Confindustria.

Infine, in base ad una delle modifiche, la sospensione del procedimento avviato su istanza di parte potrà essere effettuata anche in caso di rinvio a giudizio per uno dei reati di cui al citato articolo 2, comma 2, lettere a) e b) del Regolamento, là dove l’evento dovesse verificarsi nel lasso temporale che va dalla presentazione della domanda alla pronuncia dell’Autorità.