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Arsenali militari: Antitrust avvia istruttoria per verificare l’esistenza di un’intesa tra 13 imprese aggiudicatarie di gare per un valore complessivo di oltre 14 milioni di euro

18/06/2014

COMUNICATO STAMPA

ARSENALI MILITARI: ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA PER VERIFICARE L’ESISTENZA DI UN’INTESA TRA 13 IMPRESE AGGIUDICATARIE DI GARE PER UN VALORE COMPLESSIVO DI OLTRE 14 MILIONI DI EURO

Il procedimento, avviato sulla base di una segnalazione del Ministero della Difesa, è stato notificato ieri alle 13 imprese interessate nel corso di alcune ispezioni effettuate in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo speciale tutela mercati della Guardia di finanza

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 12 giugno 2014, ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se le condotte tenute da 13 imprese in occasione di tre gare bandite

dal Ministero della Difesa per servizi di bonifica di materiali inquinanti da eseguirsi su unità navali presso gli arsenali, per un valore complessivo di oltre 14 milioni, possano costituire un’intesa restrittiva della concorrenza. Il provvedimento è stato notificato oggi nel corso di alcune ispezioni effettuate in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo speciale tutela mercati della Guardia di finanza

L’istruttoria nasce da una segnalazione inviata dal ministero della Difesa relativa ai comportamenti delle imprese che hanno partecipato a tre gare di rilievo comunitario bandite dal ministero stesso nel periodo 2011-2013, per l’affidamento di servizi di bonifica e smaltimento dei materiali potenzialmente inquinanti o pericolosi presenti sulle unità navali presso gli arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta: le gare erano suddivise ciascuna in tre lotti omogenei e indipendenti, ognuno dei quali relativo ad un determinato polo aeronavale (Taranto, La Spezia e Augusta). Le imprese interessate dal procedimento sono Tecnosit, TPS Taranto, S.i.m.a.n., Maren, Consorzio Chio.Me, Serveco, Coibesa Thermosound, Technomont Taranto, Co.m.e.r.i.n, Work Service in liquidazione volontaria, Metalblok, Ecoedil Professional e S.a.i.t., che hanno partecipato alle gare con tre distinti raggruppamenti di impresa.

Secondo le prime ricostruzioni svolte dall’Antitrust, il comportamento delle imprese evidenzierebbe alcune anomalie che sembrerebbero incompatibili con un normale svolgimento in senso concorrenziale delle procedure di gare, tali da rendere ipotizzabile l’esistenza di un’intesa finalizzata alla compartimentazione del mercato: deporrebbe in questo senso la simmetrica e speculare strategia di gara che ha determinato l’assenza di sovrapposizione competitiva dei raggruppamenti sui vari lotti oggetto di affidamento (con l’eccezione del lotto 3 della gara del 2011), nonostante il bando consentisse di concorrere anche contemporaneamente su più lotti. Ugualmente potrebbero segnalare la possibile esistenza di una pratica collusiva la scelta dei concorrenti di ridurre progressivamente nell’arco delle tre gare i ribassi offerti sino ad attestarsi su percentuali estremamente contenute, non superiori al 2% su tutti i lotti: questa condotta, se confermata, potrebbe aver alterato sensibilmente la libera formazione dei prezzi, riducendo al minimo i ribassi offerti e determinando così un innaturale innalzamento del valore economico della commessa.

Il procedimento deve concludersi entro il 30 settembre 2015.

Roma, 18 giugno 2014