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AS239 - AS239 - DURATA DELLA COPERTURA BREVETTUALE COMPLEMENTARE DEI FARMACI


COMUNICATO STAMPA


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Segnalazione del 30 maggio 2002


COMUNICATO STAMPA

Antitrust, accorciare vita brevetti farmaci in decreto taglia-deficit.
 Possibili risparmi di spesa e maggiore concorrenza


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua riunione del 30 maggio 2002, ha deliberato una segnalazione, inviata al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, della Salute, delle Attività Produttive, ai Presidenti dei Consigli Regionali e delle Giunte Regionali e ai Presidenti delle Province Autonome, in merito all’articolo 3, del D.L. n. 63 del 2002, in discussione al Senato della Repubblica recante disposizioni in materia di Razionalizzazione del sistema dei costi dei prodotti farmaceutici.
Il comma 8 di tale articolo prevedeva nella sua formulazione originaria una consistente riduzione della vita residuale di molti brevetti farmaceutici che avrebbe dovuto comportare risparmi di spesa e maggiore concorrenza. In particolare era stato fissato un riallineamento del periodo di tutela brevettuale complementare riconosciuto a molti prodotti farmaceutici in base alla legge 19 ottobre 1991, n. 349 (18 anni ulteriori) alla durata prevista dalla normativa europea (5 anni ulteriori), con una riduzione di tale protezione complementare pari ad un anno nel 2002 e a due anni per ogni anno solare successivo. Nel testo approvato dalla Camera dei Deputati in sede di conversione del citato decreto legge, il cosiddetto ‘taglia-deficit’, la riduzione della “protezione complementare” è stata sostanzialmente limitata, risultando pari ad un periodo di soli sei mesi per ogni anno solare e ciò soltanto a partire dal 2004.
Tale soluzione, diversamente da quella indicata nel testo del decreto legge, determina significative distorsioni della concorrenza e ricadute negative dal punto di vista dei possibili risparmi di finanza pubblica, in quanto:
1) ostacola lo sviluppo del mercato dei farmaci generici in Italia che, nonostante i primi risultati raggiunti, non potrà raggiungere la dimensione dei più importanti paesi europei;
2) comporta il mantenimento di prezzi più elevati in relazione alla permanenza, esclusivamente in Italia, di un regime di protezione brevettuale;  
3) limita lo sviluppo dell’industria chimica di base in quanto non permette la produzione di tali molecole nemmeno ai fini dell’esportazione verso paesi nei quali non vi è più protezione brevettuale.

Siffatte distorsioni si riflettono direttamente sulla spesa farmaceutica pubblica in quanto le molecole (o principi attivi) che beneficiano dell’eccessivo prolungamento della protezione brevettuale rappresentano tuttora un’importante percentuale della spesa pubblica (circa 3.500 milioni di euro: fonte Assogenerici) e possono pertanto essere vanificati i significativi risparmi di spesa, ragionevolmente attesi dalla modifica originariamente proposta (fino a 1.800 milioni di euro annui a regime: fonte Assogenerici).
L’Autorità auspica quindi il ripristino della versione originaria dell’articolo 3 del Decreto Legge 15 aprile 2002, n. 63, al fine di evitare l’introduzione di misure che ostacolino lo sviluppo concorrenziale del settore farmaceutico e il conseguimento di maggiori risparmi per la spesa pubblica, che comportano evidenti vantaggi per il Servizio Sanitario Nazionale e per i consumatori.



Roma, 4 giugno 2002