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AS154 - AS154 - SEGNALAZIONE: LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO ELETTRICO


COMUNICATO STAMPA


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Segnalazione del 5 novembre 1998


COMUNICATO STAMPA


        L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha trasmesso al Governo il proprio parere sullo schema di decreto legislativo volto a promuovere il processo di liberalizzazione del mercato elettrico italiano, in recepimento della Direttiva 96/92/CE.

        L'Autorità ha innanzi tutto formulato alcune osservazioni generali.
1) Le concessioni dovrebbero essere sostituite, ovunque sia possibile, con autorizzazioni amministrative. In particolare, nel settore elettrico, come evidenziato in un recente parere, le concessioni non potrebbero estendersi al di là delle reti di trasporto e di distribuzione.
2) L'Autorità vede il rischio di un eccesso di regolazione nello Schema di decreto, che si estende anche alle attività che saranno liberalizzate. A ciò si aggiunga che l'attività di regolamentazione è per lo più riservata all'amministrazione centrale, a scapito dei compiti assegnati all'Autorità dell'energia elettrica e perciò in contrasto con quanto stabilito dalle "Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità" (legge n. 481/95).

        Entrando più nel merito dello schema di decreto, a proposito della generazione di energia elettrica, l'Autorità fa osservare che:
- la quota che, a partire dal 1° gennaio 2003, "nessun soggetto può controllare direttamente o indirettamente", dev'essere misurata sulla base della capacità produttiva e non della produzione;
- sarebbe opportuno che questa quota, fissata dal decreto al 50%, venisse ridotta;
- così come sarebbe opportuno predisporre un programma dettagliato e vincolato, sotto il profilo procedurale e temporale, in base al quale Enel dovrà ottemperare all'obbligo di ridurre, entro il 2003, la propria capacità produttiva.

        Per quanto riguarda la trasmissione, l'Autorità, al fine di garantire alle imprese produttrici un accesso non discriminatorio alla rete, chiede che:
- indipendentemente dal regime proprietario della rete di trasmissione, vada compiutamente chiarito, nel pieno rispetto dell'articolo 7 della Direttiva comunitaria, che tutti i poteri di decisione e di attuazione, relativi alla manutenzione, alla gestione e allo sviluppo della rete di trasmissione spettano all'ente gestore;
- le diverse attività - di cui all'articolo 13, comma 2, dello schema di decreto - vengano attribuite a società tra loro indipendenti e che tali società siano al più presto collocate sul mercato.

        Per quanto riguarda il mercato libero, l'approccio seguito dallo schema di decreto nel definire i tempi e i modi di apertura del mercato comporta una limitazione notevole e stabile nel tempo del grado di libertà di scelta dei fornitori, che interessa la maggioranza della domanda: infatti, anche dopo il 2003, il 60% dei consumi elettrici italiani rimarrà in ogni caso vincolato a un unico fornitore.
        L'Autorità suggerisce che l'inclusione, nel novero dei clienti idonei, anche delle imprese costituite in forma societaria, dei gruppi di imprese, dei consorzi e delle società consortili, il cui consumo sia risultato nell'anno precedente superiore a 40 Gwh, sia fatta coincidere con l'inizio della liberalizzazione del mercato.

        Per quanto riguarda la distribuzione e la vendita, l'Autorità - oltre a segnalare un eccesso sia nel ricorso alle concessioni, sia nella loro durata, sia nelle competenze assegnate al Ministero dell'Industria - fa soprattutto presente che l'attività di vendita dell'elettricità ai clienti finali può essere svolta in concorrenza, separatamente da quella della gestione della rete di distribuzione. Lo schema di decreto, invece, mantiene in capo a un unico soggetto le due attività. Ciò porta a escludere che, anche nel medio periodo, sia possibile lo sviluppo della concorrenza nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti vincolati, i quali rappresentano il 60% del mercato. Dunque, il sistema prescelto nello schema di decreto, oltre a essere di dubbia compatibilità con la Direttiva comunitaria, fa sì che la liberalizzazione della fase finale della vendita di energia elettrica, sancita all'art. 1 dello stesso schema, sia reale soltanto in relazione ai clienti idonei.

Roma, 5 novembre 1998