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A partire dal 1958, in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Roma che ha istituito la Comunità europea, l’Unione europea si è dotata di una normativa comune a tutela della concorrenza.

In particolare, gli articoli 101 e 102 del Trattato (*) vietano, rispettivamente, le intese restrittive della concorrenza e gli abusi di posizione dominante posti in essere da imprese e suscettibili di arrecare pregiudizio al commercio tra gli Stati membri.

Inoltre  l'articolo 106 del Trattato prevede che gli Stati membri non adottino, nei confronti delle imprese pubbliche e delle imprese titolari di diritti speciali o esclusivi, misure che restringano la concorrenza in contrasto con le norme comunitarie.

Il Regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, dal 1° maggio 2004 sostituito dal Regolamento (CE) n. 139/2004 (**) del Consiglio, ha introdotto a livello comunitario una disciplina sul controllo preventivo di tutte le operazioni di concentrazione nelle quali il fatturato delle imprese interessate superi determinate soglie. In tali casi, prima di realizzare l’operazione le imprese devono darne comunicazione alla Commissione che può vietare l’operazione allorché la concentrazione ostacoli in modo significativo una concorrenza effettiva nel mercato comune o in una parte sostanziale di esso, in particolare mediante la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante (art. 3(2)).

A partire dal 1° maggio 2004 è divenuto applicabile  il Regolamento (CE) n. 1/2003 (***) del Consiglio, che, sostituendo il precedente Regolamento n. 17/1962, ha riformato in misura significativa le regole di applicazione del diritto antitrust comunitario con l’obiettivo di semplificare e rafforzare, all’interno della Comunità, l’azione di deterrenza e di contrasto nei confronti delle intese e dei comportamenti d’impresa restrittivi della concorrenza. Il nuovo regolamento disciplina, per la prima volta, il rapporto tra norme nazionali e comunitarie di tutela della concorrenza, introducendo, per i giudici e le autorità di concorrenza nazionali, un esplicito obbligo di applicazione del diritto antitrust comunitario alle intese e agli abusi di posizione dominante che possono pregiudicare il commercio tra Stati membri. Nel nuovo sistema la Commissione, le autorità nazionali di concorrenza e i giudici nazionali sono tutti ugualmente competenti ad applicare le norme comunitarie sulla concorrenza. Parallelamente il regolamento prevede maggiori strumenti e possibilità di cooperazione sia verticale, fra Commissione e autorità nazionali di concorrenza, sia orizzontale, fra singole autorità nazionali, al fine di assicurare un’applicazione efficace e coerente degli articoli 101 e 102 del Trattato, da parte di tutte le autorità di concorrenza europee.

Il quadro normativo in materia di concorrenza è completato da una serie di regolamenti comunitari di esenzione che definiscono l’ambito e le modalità di applicazione dell’articolo 101 del Trattato a categorie di intese, quali, in particolare, gli accordi di cooperazione tra imprese concorrenti, gli accordi commerciali di fornitura e distribuzione e quelli in materia di trasferimento di tecnologia. Tali regolamenti, basati su un approccio più economico nell’analisi e nella valutazione dell’impatto concorrenziale delle diverse tipologie di intese, accordano alle imprese una più ampia libertà di scelta quanto all’organizzazione della propria attività economica e, allo stesso tempo, individuano con chiarezza alcune pratiche apertamente restrittive della concorrenza e pertanto vietate.

L’istituzione cui è affidata l’attuazione della normativa a tutela della concorrenza a livello comunitario è la Commissione europea, con sede è a Bruxelles. Un Commissario europeo è responsabile della politica della concorrenza e a lui fa riferimento, all’interno dell’amministrazione comunitaria, la competente Direzione Generale Concorrenza.
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(*) Dal 1° maggio 1999, con l’entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, è cambiata la numerazione degli articoli del Trattato CE. Gli articoli 85, 86 e 90 sono diventati, rispettivamente, 81, 82 e 86. Dal 1° Dicembre 2009, con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è cambiata la numerazione degli articoli del Trattato di Amsterdam. Gli articoli 81, 82 e 86 sono diventati rispettivamente 101, 102 e 106.
(**) GUCE n. L24, del 29 gennaio 2004.
(***) GUCE n. L1 del 4 gennaio 2003.