Contenuto principale

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10211 - Antitrust sanziona il gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del sistema di controllo delle emissioni inquinanti
    ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO
    VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI
    EURO PER MANIPOLAZIONE DEL
    SISTEMA DI CONTROLLO DELLE
    EMISSIONI INQUINANTI

    Una sanzione al massimo edittale di 5 milioni di euro è stata comminata dall’Antitrust in solido alle società Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.
    La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.



COMUNICATO STAMPA

ENERGIA: ANTITRUST, PROROGHE PER LE CONCESSIONI NEL SETTORE IDROELETTRICO DISTORCONO LA CONCORRENZA

Rinvii delle gare previsto dalla manovra economica in discussione alla Camera. Parere inviato al Governo e a Parlamento.

Il meccanismo delle proroghe per le concessioni nel settore idroelettrico, previsto dalla manovra economica in discussione alla Camera, rischia di avere effetti distorsivi della concorrenza.

Lo afferma l’Antitrust in un parere inviato a Governo e Parlamento ed ad alcune Regioni del Nord Italia.

Secondo l’Autorità la proroga di cinque anni per le concessioni in essere, contenuta nel disegno di legge, dovrebbe valere esclusivamente per le concessioni in scadenza al 31 dicembre 2010: cinque anni sono infatti un tempo sufficiente per consentire agli enti locali di organizzare le gare e garantire il recupero degli investimenti da parte del concessionario uscente.

Per questo motivo le concessioni in scadenza dal 2011 al 2015 non dovrebbero invece durare oltre il 31 dicembre 2015 mentre, per quelle in scadenza successivamente al 2015, una proroga risulterebbe invece del tutto ingiustificata. In ogni caso eventuali investimenti residui effettuati dal concessionario uscente e non pienamente ammortizzati potrebbero essere posti a base d’asta nell’ambito della procedura ad evidenza pubblica per la scelta del nuovo concessionario.

Per l’Antitrust, inoltre, l’ulteriore proroga di sette anni di cui, in base alla norma approvata dal Senato, beneficerebbero unicamente gli operatori localizzati in alcune province del Nord (Como, Sondrio, Brescia, Verbania e Belluno), attraverso il meccanismo delle società miste, risulta fortemente discriminatoria tra operatori localizzati in diversi contesti geografici, con effetti distorsivi e restrittivi della concorrenza in quanto potrebbe reintrodurre fittiziamente una preferenza per il concessionario uscente e gli enti locali.

Per l’Autorità, infine, la previsione di “idonee misure di compensazione territoriale” nell’ambito della procedura ad evidenza pubblica risulta eccessivamente generica: sarebbe opportuno prevedere che tali misure siano determinate secondo criteri oggettivi.



Roma, 23 luglio 2010