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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

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  • A514 - Possibili ulteriori condotte anticoncorrenziali di Telecom Italia su banda ultralarga, estensione del procedimento
    POSSIBILI ULTERIORI CONDOTTE
    ANTICONCORRENZIALI DI TELECOM
    ITALIA SU BANDA ULTRALARGA,
    ESTENSIONE DEL PROCEDIMENTO

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“l’Autorità”) ha esteso l’oggetto del procedimento avviato nel giugno dello scorso anno nei confronti della società Telecom Italia S.p.A. (“TI”), per accertare possibili violazioni all’art. 102 TFUE, in relazione alla possibile strategia abusiva volta a ostacolare l’ingresso del nuovo concorrente infrastrutturale nei servizi di comunicazione a banda ultralarga.


Collegamenti:
Provvedimento del 17 luglio 1992


COMUNICATO STAMPA


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato l'avvio di un'istruttoria nei confronti della Sip, per accertare presunte infrazioni agli artt.2 e 3 della legge n.287/90 (che vietano le intese restrittive della concorrenza e l'abuso di posizione dominante) nell'ambito della vendita dei telefoni cellulari.
La Sip, oltre alla gestione del servizio di telefonia cellulare, svolge attività di vendita di telefoni radiomobili, ai quali viene apposto il marchio commerciale Sip, attraverso le sue agenzie e tramite una catena di 700 rivenditori affiliati, legati alla società del gruppo Stet da un accordo di franchising: in virtù di tale sistema distributivo, la Sip detiene circa il 50% del mercato della vendita dei "telefonini", operando in concorrenza con altre marche di produttori e di distributori.
Sulla base di una segnalazione da parte della Ducati Radiotelecomunicazioni, società operante anch'essa nella commercializzazione dei telefoni radiomobili, sono stati comunicati all'Autorità dei comportamenti messi in atto dalla Sip, e consistenti da un lato nell'imposizione ai propri rivenditori affiliati dell'acquisto di altri prodotti, quali il teledrin, e nella cessazione di forniture ai negozi non legati alla Sip dall'accordo di franchising, dall'altro nella discriminazione, nell'ambito della gestione del servizio cellulare, degli utenti in possesso di apparecchi non venduti dalla rete distributiva Sip. Tali comportamenti, secondo l'Autorità, potrebbero costituire un abuso di posizione dominante.
Anche l'accordo di franchising tra la Sip ed i rivenditori affiliati contiene obblighi che, secondo l'Autorità, possono configurare un'intesa restrittiva della concorrenza sul mercato dei telefoni cellulari.



Roma, 28 luglio 1992