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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS9699 - Pratiche commerciali scorrette per impianti fotovoltaici: una sanzione di 640.000 euro al Gruppo Green Power
    PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE
    PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI
    UNA SANZIONE DI 640.000 EURO
    AL GRUPPO GREEN POWER

    Una sanzione di 640.000 euro è stata irrogata dall’Antitrust al Gruppo Green Power, per le pratiche commerciali adottate nella vendita di impianti per lo sfruttamento dell'energia solare e la produzione di elettricità e calore: queste sono risultate scorrette in quanto ingannevoli, riguardo agli effettivi risparmi ottenibili dall'installazione e ai legami dell’azienda con il gruppo Enel; e aggressive in quanto limitative del diritto di recesso.



COMUNICATO STAMPA




L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l'istruttoria avviata nei confronti di Telecom Italia in merito alla fornitura dei circuiti diretti e ha deliberato che i comportamenti di Telecom, consistenti nel non aver reso disponibile ai concorrenti una capacità trasmissiva a livello locale idonea a soddisfare le necessità di servizio degli stessi, nell'aver fornito circuiti con capacità superiore a 2 Mbps esclusivamente alla propria clientela, nell'aver offerto il canale D-ISDN ai propri clienti in assenza di una specifica tariffazione e di un'adeguata informativa ai propri concorrenti, costituiscono un abuso di posizione dominante, in violazione dell'art. 3 della legge n. 287/90.
L'Autorità, per la gravità del comportamento posto in essere in ordine alle modalità di fornitura del Canale D della rete ISDN, ha irrogato a Telecom un'ammenda di 950 milioni di lire.

Nel corso del procedimento istruttorio, avviato su denuncia della società Albacom, è emerso che in relazione alla fornitura di circuiti urbani con velocità compresa tra i 64 Kbps e i 2Mbps Telecom non ha consentito ai concorrenti di disporre di una capacità trasmissiva a livello locale idonea alle loro necessità di servizio.Tale comportamento ha ostacolato l'accesso al mercato dei concorrenti.
In ordine ai circuiti con capacità superiore a 2 Mbps, è risultato che Telecom ha offerto e fornito tali circuiti solo ai propri clienti e non ha adeguatamente pubblicizzato la disponibilità degli stessi circuiti, ponendo in essere una discriminazione nei confronti dei concorrenti.
Inoltre, Telecom si è avvalsa della possibilità di impiegare il Canale D della rete ISDN quale mezzo trasmissivo alternativo ai circuiti diretti per offrire, a costi notevolmente ridotti, servizi di trasmissione dati liberalizzati. Allo stesso tempo Telecom non ha effettuato alcuna forma di pubblicità idonea a consentire anche ai concorrenti di avvalersi di tale mezzo trasmissivo per offrire gli stessi servizi ai propri clienti. Questo comportamento è risultato particolarmente pregiudizievole per la concorrenza in ragione dell'immediato vantaggio competitivo che esso ha offerto all'impresa dominante.
Infine, per quanto riguarda l'onerosità del sistema tariffario vigente è emerso, dal confronto internazionale, resosi necessario per l'assenza di dati sui costi dei circuiti, che le tariffe dei circuiti diretti praticate in Italia risultano elevate in relazione a quelle attualmente vigenti nei principali Paesi europei, soprattutto per quanto concerne le linee necessarie alla realizzazione di reti di telecomunicazione da parte dei concorrenti di Telecom.

Nel corso del procedimento Telecom, al fine di favorire una soluzione delle problematiche emerse nell'istruttoria, ha assunto una serie di impegni nei confronti dell'Autorità idonei a rimuovere la rilevanza anticoncorrenziale dei propri comportamenti e, nei limiti della propria autonomia, a migliorare le condizioni del contesto competitivo intervenendo sul sistema tariffario vigente.
In particolare, Telecom si è impegnata a riservare agli operatori di telecomunicazioni, in ragione del loro status di concorrenti, particolari condizioni tariffarie nella fornitura delle linee affittate in modo da consentire a questi ultimi di accedere, a parità di condizioni con il gestore della rete pubblica, alle infrastrutture di telecomunicazioni indispensabili per costruire le proprie reti.
Le riduzioni tariffarie che Telecom si è impegnata ad operare, nei confronti degli operatori di telecomunicazioni autorizzati, riguardano i circuiti interurbani a velocità pari a 2 Mbps (e quelli a velocità multiple) e variano da un minimo del 35% a un massimo del 60%, in relazione al livello dei consumi. Una riduzione del 10%, interessa invece i circuiti interurbani a velocità inferiore a 2 Mbps (64 Kbps ed nx64 Kbps), a prescindere dalla spesa realizzata.Telecom si è anche impegnata a introdurre tariffe proporzionali decrescenti per i collegamenti urbani a capacità intermedia. Le riduzioni tariffarie sono applicate a decorrere dall'ultimo trimestre del 1997 e avranno validità per il 1998, salvo proroga o diverse disposizioni dell'Autorità di regolamentazione
Inoltre, Telecom ha assunto l'impegno per il futuro di informare con un congruo preavviso gli operatori di telecomunicazioni, attraverso idonei mezzi di pubblicità, circa le innovazioni d'offerta nell'ambito dei collegamenti diretti o dei mezzi trasmissivi sostitutivi. Infine, Telecom fornirà all'Autorità, entro il giugno 1998, una ripartizione dettagliata e certificata dei costi dei circuiti diretti.

L'Autorità, preso atto delle modifiche apportate da Telecom al proprio comportamento e degli impegni assunti, ha disposto che Telecom presenti, entro 120 giorni, una relazione sugli effetti concreti degli stessi impegni.

Roma, 6 novembre 1997