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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

rifiuti

INDAGINE CONOSCITIVA
SUL MERCATO DEI RIFIUTI URBANI:
MENO DISCARICHE
PIÙ RACCOLTA DIFFERENZIATA

Accrescere la concorrenza per aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti, favorendo il riciclo e la termovalorizzazione e riformando il sistema consortile per la raccolta degli imballaggi imperniato sul monopolio sostanziale del Conai. Con un’approfondita radiografia della situazione attuale e una serie di proposte operative per superarla, l’Antitrust ha presentato alla stampa l’Indagine conoscitiva sul mercato della gestione del rifiuti urbani, avviata nell’agosto 2014 a seguito di diverse segnalazioni sulle criticità del settore.

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Provvedimento del 6 marzo 1996


COMUNICATO STAMPA

        L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l'istruttoria avviata nei confronti delle società Italcementi, Unicem, Cementir e Calcestruzzi, nonche della società SIPAC, da esse partecipata, per presunta intesa restrittiva della libertà di concorrenza. L'Autorità ha deliberato che queste imprese hanno in effetti violato l'articolo 2 della legge 287 del 1990.
        Gli accordi prevedevano, da un lato, l'impegno da parte del gruppo Calcestruzzi ad acquistare, attraverso SIPAC, l'80% dei propri fabbisogni di cemento da Italcementi, Unicem e Cementir (o da altre società cementiere indicate da queste ultime) e, dall'altro, l'impegno da parte dei tre cementieri ad applicare un sistema di sconti a Calcestruzzi e alle sue controllate, in modo tale da assicurare a quest'ultime un prezzo del cemento sistematicamente inferiore rispetto a quello applicato da ciascuno dei tre cementieri ai diretti concorrenti del gruppo Calcestruzzi.
        L'istruttoria dell'Autorità è stata successivamente estesa ad altre imprese produttrici di cemento coinvolte nell'attuazione degli accordi, quali Merone, Morano, Sacci, Mesacem, Insicem, Ambiente, Anic, Barbetti, Cementizillo e Adriasebina.
         A seguito dell'istruttoria, l'Autorità ha accertato che:
a) le società Italcementi, Unicem, Cementir e Calcestruzzi, attraverso la partecipazione alle intese oggetto dell'istruttoria, hanno predisposto un meccanismo convenzionale di fissazione del prezzo di fornitura del cemento su tutto il mercato; le società cementiere, tramite gli accordi SIPAC, hanno limitato la propria capacità di autonomia di rifornire il gruppo Calcestruzzi e le possibilità di reagire in modo indipendente alle condizioni di offerta e di domanda che si registravano sul mercato; hanno realizzato, per il tramite della società SIPAC, un ampio scambio di informazioni commerciali, allo scopo di orientare le politiche di vendita a CALCESTRUZZI e sul resto del mercato; infine, hanno elaborato specifici strumenti di coordinamento degli investimenti nel settore del calcestruzzo;
b) le società Italcementi, Unicem e Cementir, anche successivamente allo scioglimento della società SIPAC, hanno adottato schemi contrattuali uniformi, nella prospettiva di mantenere un meccanismo di coordinamento delle condizioni di fornitura nei confronti del gruppo Calcestruzzi;
c) le altre società cementiere, accettando di partecipare, su richiesta di Italcementi, Unicem e Cementir, alle forniture destinate al gruppo Calcestruzzi, tramite la commissionaria agli acquisti SIPAC, hanno contribuito a facilitare il raggiungimento degli obiettivi degli accordi SIPAC, consentendo l'ampliamento degli effetti lesivi della concorrenza determinati dagli accordi stessi.
        In ordine alla gravità delle infrazioni, l'Autorità ha ritenuto che Italcementi, Unicem e Cementir hanno rivestito la maggiore responsabilità nella realizzazione delle violazioni accertate, posto che esse sono state firmatarie del complesso dei contratti che hanno realizzato gli accordi SIPAC, hanno partecipato direttamente alla gestione della stessa società SIPAC ed hanno voluto mantenere in vita tali accordi anche dopo l'entrata in vigore della legge n. 287/90, consentendone il rinnovo tacito per altri cinque anni, nel 1992, e la loro sopravvivenza attraverso modifiche temporanee, nel 1993 e nel 1994. Inoltre, Italcementi, Unicem e Cementir hanno tratto i maggiori vantaggi dai comportamenti suddescritti, beneficiando della trasparenza delle informazioni commerciali realizzate attraverso la canalizzazione delle forniture a Calcestruzzi mediante SIPAC e delle ulteriori informazioni commerciali sull'attività dei concorrenti che a SIPAC comunque pervenivano.
        Tenuto conto dei diversi effetti concretamente prodotti sul mercato dagli accordi oggetto dell'istruttoria nel corso della loro vigenza ed in particolare nella loro fase più critica coincidente con il periodo temporalmente più vicino alla messa in liquidazione della società SIPAC, l'Autorità ha ritenuto di applicare la sanzione amministrativa pecuniaria, nei confronti delle sole società Italcementi, Unicem e Cementir, pari complessivamente a circa 1,4 miliardi e così ripartita: Italcementi 856 milioni, Unicem 358 milioni, Cementir 148 milioni.
        L'accordo tra le imprese in oggetto era stato a suo tempo investigato dalla Commissione Europea, che però aveva espresso una valutazione esclusivamente sugli aspetti internazionali, mentre aveva lasciato alle competenze delle Autorità antitrust nazionali gli aspetti che non comportavano limitazioni al commercio interstatale.

Roma, 27 marzo 1996