Contenuto principale

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10211 - Antitrust sanziona il gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del sistema di controllo delle emissioni inquinanti
    ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO
    VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI
    EURO PER MANIPOLAZIONE DEL
    SISTEMA DI CONTROLLO DELLE
    EMISSIONI INQUINANTI

    Una sanzione al massimo edittale di 5 milioni di euro è stata comminata dall’Antitrust in solido alle società Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.
    La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.


Collegamenti:
Provvedimento del 6 marzo 1996


COMUNICATO STAMPA

        L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l'istruttoria avviata nei confronti delle società Italcementi, Unicem, Cementir e Calcestruzzi, nonche della società SIPAC, da esse partecipata, per presunta intesa restrittiva della libertà di concorrenza. L'Autorità ha deliberato che queste imprese hanno in effetti violato l'articolo 2 della legge 287 del 1990.
        Gli accordi prevedevano, da un lato, l'impegno da parte del gruppo Calcestruzzi ad acquistare, attraverso SIPAC, l'80% dei propri fabbisogni di cemento da Italcementi, Unicem e Cementir (o da altre società cementiere indicate da queste ultime) e, dall'altro, l'impegno da parte dei tre cementieri ad applicare un sistema di sconti a Calcestruzzi e alle sue controllate, in modo tale da assicurare a quest'ultime un prezzo del cemento sistematicamente inferiore rispetto a quello applicato da ciascuno dei tre cementieri ai diretti concorrenti del gruppo Calcestruzzi.
        L'istruttoria dell'Autorità è stata successivamente estesa ad altre imprese produttrici di cemento coinvolte nell'attuazione degli accordi, quali Merone, Morano, Sacci, Mesacem, Insicem, Ambiente, Anic, Barbetti, Cementizillo e Adriasebina.
         A seguito dell'istruttoria, l'Autorità ha accertato che:
a) le società Italcementi, Unicem, Cementir e Calcestruzzi, attraverso la partecipazione alle intese oggetto dell'istruttoria, hanno predisposto un meccanismo convenzionale di fissazione del prezzo di fornitura del cemento su tutto il mercato; le società cementiere, tramite gli accordi SIPAC, hanno limitato la propria capacità di autonomia di rifornire il gruppo Calcestruzzi e le possibilità di reagire in modo indipendente alle condizioni di offerta e di domanda che si registravano sul mercato; hanno realizzato, per il tramite della società SIPAC, un ampio scambio di informazioni commerciali, allo scopo di orientare le politiche di vendita a CALCESTRUZZI e sul resto del mercato; infine, hanno elaborato specifici strumenti di coordinamento degli investimenti nel settore del calcestruzzo;
b) le società Italcementi, Unicem e Cementir, anche successivamente allo scioglimento della società SIPAC, hanno adottato schemi contrattuali uniformi, nella prospettiva di mantenere un meccanismo di coordinamento delle condizioni di fornitura nei confronti del gruppo Calcestruzzi;
c) le altre società cementiere, accettando di partecipare, su richiesta di Italcementi, Unicem e Cementir, alle forniture destinate al gruppo Calcestruzzi, tramite la commissionaria agli acquisti SIPAC, hanno contribuito a facilitare il raggiungimento degli obiettivi degli accordi SIPAC, consentendo l'ampliamento degli effetti lesivi della concorrenza determinati dagli accordi stessi.
        In ordine alla gravità delle infrazioni, l'Autorità ha ritenuto che Italcementi, Unicem e Cementir hanno rivestito la maggiore responsabilità nella realizzazione delle violazioni accertate, posto che esse sono state firmatarie del complesso dei contratti che hanno realizzato gli accordi SIPAC, hanno partecipato direttamente alla gestione della stessa società SIPAC ed hanno voluto mantenere in vita tali accordi anche dopo l'entrata in vigore della legge n. 287/90, consentendone il rinnovo tacito per altri cinque anni, nel 1992, e la loro sopravvivenza attraverso modifiche temporanee, nel 1993 e nel 1994. Inoltre, Italcementi, Unicem e Cementir hanno tratto i maggiori vantaggi dai comportamenti suddescritti, beneficiando della trasparenza delle informazioni commerciali realizzate attraverso la canalizzazione delle forniture a Calcestruzzi mediante SIPAC e delle ulteriori informazioni commerciali sull'attività dei concorrenti che a SIPAC comunque pervenivano.
        Tenuto conto dei diversi effetti concretamente prodotti sul mercato dagli accordi oggetto dell'istruttoria nel corso della loro vigenza ed in particolare nella loro fase più critica coincidente con il periodo temporalmente più vicino alla messa in liquidazione della società SIPAC, l'Autorità ha ritenuto di applicare la sanzione amministrativa pecuniaria, nei confronti delle sole società Italcementi, Unicem e Cementir, pari complessivamente a circa 1,4 miliardi e così ripartita: Italcementi 856 milioni, Unicem 358 milioni, Cementir 148 milioni.
        L'accordo tra le imprese in oggetto era stato a suo tempo investigato dalla Commissione Europea, che però aveva espresso una valutazione esclusivamente sugli aspetti internazionali, mentre aveva lasciato alle competenze delle Autorità antitrust nazionali gli aspetti che non comportavano limitazioni al commercio interstatale.

Roma, 27 marzo 1996