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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • Rating di legalità, nuove norme per controlli più stringenti, continua boom attribuzioni
    RATING DI LEGALITA’,
    NUOVE NORME PER CONTROLLI
    PIU’ STRINGENTI,
    CONTINUA BOOM ATTRIBUZIONI

    Nei primi otto mesi del 2016,  616  imprese hanno ottenuto il rating di legalità rilasciato dalla Autorità Antitrust, in aumento rispetto alle 434 attribuzioni dello stesso periodo del 2015. Sono state, inoltre, 1215 le richieste pervenute, con un aumento del 30.1% rispetto al 2015. Bocciate, invece, 28 imprese, ritenute non idonee, mentre soltanto a tre aziende è stato revocato il ‘bollino’, garanzia di comportamento virtuoso.



COMUNICATO STAMPA

GUIDE COMMERCIALI SU INTERNET: ANTITRUST INVIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA LA DOCUMENTAZIONE SULLE SOCIETÀ SCORRETTE GIÀ SANZIONATE PER PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

Centinaia di segnalazioni di imprese, professionisti e istituzioni che hanno sottoscritto moduli di aggiornamento dati e che ricevono invece richieste di pagamento. L’Autorità invita a denunciare il fenomeno alle Autorità giudiziarie. Valutare con attenzione i materiali relativi all’inserimento delle informazioni societarie su Internet prima di sottoscriverli: molte denunce riguardano nuovi operatori pubblicitari che propongono l’identico meccanismo ingannevole.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di inviare alla Procura della Repubblica di Roma la documentazione relativa ai messaggi con i quali diverse società, residenti all’estero, invitano professionisti, istituzioni e piccole e medie imprese ad inserire su guide internet il loro nominativo. Si tratta di comunicazioni ripetutamente dichiarate ingannevoli dall’Antitrust: chi le riceve viene infatti indotto dai caratteri poco chiari a sottoscrivere un modulo, che sembra finalizzato all’aggiornamento gratuito dei dati della società o dell’ente, mentre è un costoso contratto di inserimento nella guida.

I messaggi, peraltro condannati anche da altre Autorità europee, continuano ad essere diffusi via mail o tramite posta ordinaria, nonostante i provvedimenti dell’Antitrust ne abbiano vietato la diffusione.

Negli ultimi mesi l’Autorità ha ricevuto centinaia di segnalazioni di imprenditori e di istituzioni pubbliche che si sono visti intimare il pagamento per l’iscrizione nelle guide, pari mediamente a circa 1000 euro, avvenuto proprio per effetto delle comunicazioni ingannevoli. Altrettante denunce riguardano iniziative simili poste in essere dalle stesse o da nuove società.

L’Autorità ha quindi deciso di inviare alla Procura della Repubblica di Roma, per le valutazione e gli accertamenti che saranno ritenuti più opportuni, tutta la documentazione relativa alle società che sono state ripetutamente condannate per pubblicità ingannevole e per inottemperanza alle decisioni dell’Autorità stessa.

Si tratta di:

- società DAD — Deutscher Adressdienst GmbH (4 provvedimenti di ingannevolezza e di 3 provvedimenti di inottemperanza);

- società CD Publisher Construct Data Verlag GmbH (2 provvedimenti di ingannevolezza e due provvedimenti di inottemperanza);

- società Nova Channel AG (1 provvedimento di ingannevolezza e 2 provvedimenti di inottemperanza);

- società European City Guide S.L. (2 provvedimenti di ingannevolezza e 2 provvedimenti di inottemperanza);

- Eu Business Services Limited (1 provvedimento di ingannevolezza).

L’Antitrust ricorda che i destinatari delle richieste di pagamento possono presentare formale querela alle Autorità giudiziarie competenti e che la comunicazione ingannevole può rappresentare motivo di invalidità del contratto. Chi sta ricevendo le nuove comunicazioni per l’inserimento di dati su guide internet deve inoltre leggere attentamente i moduli prima di decidere se sottoscriverli.


Roma, 12 agosto 2008