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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • Rating di legalità, nuove norme per controlli più stringenti, continua boom attribuzioni
    RATING DI LEGALITA’,
    NUOVE NORME PER CONTROLLI
    PIU’ STRINGENTI,
    CONTINUA BOOM ATTRIBUZIONI

    Nei primi otto mesi del 2016,  616  imprese hanno ottenuto il rating di legalità rilasciato dalla Autorità Antitrust, in aumento rispetto alle 434 attribuzioni dello stesso periodo del 2015. Sono state, inoltre, 1215 le richieste pervenute, con un aumento del 30.1% rispetto al 2015. Bocciate, invece, 28 imprese, ritenute non idonee, mentre soltanto a tre aziende è stato revocato il ‘bollino’, garanzia di comportamento virtuoso.





COMUNICATO STAMPA

ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA NEI CONFRONTI DI MASTERCARD E DI 8 BANCHE E SOCIETÀ FINANZARIE PER INTESE RESTRITTIVE DELLA CONCORRENZA NEL SETTORE DELLE CARTE DI PAGAMENTO IN ITALIA

Provvedimento notificato oggi nel corso di alcune ispezioni svolte in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza. Sotto inchiesta il circuito Mastercard, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI, Unicredit. Il procedimento dovrà verificare se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali limiti il confronto competitivo, trasferendo costi elevati su consumatori ed esercenti.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 15 luglio 2009, ha deliberato di avviare un’istruttoria per verificare se Mastercard e le banche Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI (Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane), Unicredit, abbiano posto in essere un insieme di intese restrittive della concorrenza nel settore delle carte di credito. L’istruttoria, il cui avvio è stato notificato oggi alle parti interessate nel corso di alcune ispezioni eseguite in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, dovrà stabilire se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali per le transazioni con carte di pagamento in Italia da parte di MasterCard e quindi la loro applicazione da parte delle banche licenziatarie del marchio, restringa il confronto competitivo in Italia, trasferendo costi elevati sugli esercenti e sui consumatori.

MasterCard, presente sul mercato italiano con una quota significativa stimata intorno al 35-45% ed in costante crescita, prevede per ogni transazione, ossia per ogni acquisto di un singolo consumatore presso un negoziante, il pagamento di una commissione interbancaria nazionale (interchange fee); tale commissione viene percepita dalla banca che ha emesso la carta ed è corrisposta dalla banca che gestisce i rapporti con i singoli esercenti. Si tratta di una commissione uniforme che, rappresentando una quota considerevole della commissione finale (merchant fee) a carico degli esercenti, può limitare il gioco competitivo, innalzando i costi del sistema.

Secondo l’Antitrust la fissazione di una interchange fee elevata favorisce sia il circuito MasterCard sia le banche (acquirer) che gestiscono i rapporti con i commercianti, nonché quelle (issuer) che emettono le carte ai clienti. MasterCard trae infatti beneficio da commissioni interbancarie elevate perché queste ultime incentivano le banche, che ne incassano l’ammontare, ad emettere carte del proprio circuito, e ciò, a sua volta, aumenta il numero di possibili transazioni sulle quali le banche che gestiscono i rapporti con i negozianti percepiscono le merchant fee.

L’istruttoria dovrà verificare se la definizione della interchange fee da parte del circuito e l’applicazione della stessa da parte degli acquirer configurino fattispecie restrittive della concorrenza, sotto i due seguenti profili: una intesa orizzontale relativa alla definizione della commissione italiana da parte del circuito Mastercard - in quanto esito di una decisione di una associazione di imprese -; un insieme di intese verticali basate sui contratti di licenza tra Mastercard e le singole banche acquirer che comportano l’applicazione uniforme e coordinata di uguali voci di costo così limitando il confronto competitivo.


Roma, 17 luglio 2009