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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10211 - Antitrust sanziona il gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del sistema di controllo delle emissioni inquinanti
    ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO
    VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI
    EURO PER MANIPOLAZIONE DEL
    SISTEMA DI CONTROLLO DELLE
    EMISSIONI INQUINANTI

    Una sanzione al massimo edittale di 5 milioni di euro è stata comminata dall’Antitrust in solido alle società Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.
    La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.





COMUNICATO STAMPA

ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA NEI CONFRONTI DI MASTERCARD E DI 8 BANCHE E SOCIETÀ FINANZARIE PER INTESE RESTRITTIVE DELLA CONCORRENZA NEL SETTORE DELLE CARTE DI PAGAMENTO IN ITALIA

Provvedimento notificato oggi nel corso di alcune ispezioni svolte in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza. Sotto inchiesta il circuito Mastercard, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI, Unicredit. Il procedimento dovrà verificare se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali limiti il confronto competitivo, trasferendo costi elevati su consumatori ed esercenti.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 15 luglio 2009, ha deliberato di avviare un’istruttoria per verificare se Mastercard e le banche Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI (Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane), Unicredit, abbiano posto in essere un insieme di intese restrittive della concorrenza nel settore delle carte di credito. L’istruttoria, il cui avvio è stato notificato oggi alle parti interessate nel corso di alcune ispezioni eseguite in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, dovrà stabilire se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali per le transazioni con carte di pagamento in Italia da parte di MasterCard e quindi la loro applicazione da parte delle banche licenziatarie del marchio, restringa il confronto competitivo in Italia, trasferendo costi elevati sugli esercenti e sui consumatori.

MasterCard, presente sul mercato italiano con una quota significativa stimata intorno al 35-45% ed in costante crescita, prevede per ogni transazione, ossia per ogni acquisto di un singolo consumatore presso un negoziante, il pagamento di una commissione interbancaria nazionale (interchange fee); tale commissione viene percepita dalla banca che ha emesso la carta ed è corrisposta dalla banca che gestisce i rapporti con i singoli esercenti. Si tratta di una commissione uniforme che, rappresentando una quota considerevole della commissione finale (merchant fee) a carico degli esercenti, può limitare il gioco competitivo, innalzando i costi del sistema.

Secondo l’Antitrust la fissazione di una interchange fee elevata favorisce sia il circuito MasterCard sia le banche (acquirer) che gestiscono i rapporti con i commercianti, nonché quelle (issuer) che emettono le carte ai clienti. MasterCard trae infatti beneficio da commissioni interbancarie elevate perché queste ultime incentivano le banche, che ne incassano l’ammontare, ad emettere carte del proprio circuito, e ciò, a sua volta, aumenta il numero di possibili transazioni sulle quali le banche che gestiscono i rapporti con i negozianti percepiscono le merchant fee.

L’istruttoria dovrà verificare se la definizione della interchange fee da parte del circuito e l’applicazione della stessa da parte degli acquirer configurino fattispecie restrittive della concorrenza, sotto i due seguenti profili: una intesa orizzontale relativa alla definizione della commissione italiana da parte del circuito Mastercard - in quanto esito di una decisione di una associazione di imprese -; un insieme di intese verticali basate sui contratti di licenza tra Mastercard e le singole banche acquirer che comportano l’applicazione uniforme e coordinata di uguali voci di costo così limitando il confronto competitivo.


Roma, 17 luglio 2009