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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10211 - Antitrust sanziona il gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del sistema di controllo delle emissioni inquinanti
    ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO
    VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI
    EURO PER MANIPOLAZIONE DEL
    SISTEMA DI CONTROLLO DELLE
    EMISSIONI INQUINANTI

    Una sanzione al massimo edittale di 5 milioni di euro è stata comminata dall’Antitrust in solido alle società Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.
    La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.


Collegamenti:
Provvedimento del 21 marzo 1996


COMUNICATO STAMPA



        L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l'istruttoria avviata nello scorso ottobre nei confronti delle due associazioni nazionali delle autoscuole - UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica) e FEDERTAAI (Federazione Titolari Autoscuole e Agenzie d'Italia) - nonchè di un'associazione e di un consorzio locali. L'Autorità ha accertato che tali soggetti hanno posto in essere intese restrittive della concorrenza, in violazione dell'art. 2 della legge n. 2871990, ha deliberato che essi pongano fine alle violazioni rilevate e li ha diffidati dal realizzare in futuro intese analoghe.
        L'Autorità ha accertato il carattere restrittivo della concorrenza del comportamento tenuto dall'UNASCA e dalla FEDERTAAI, le quali nel dicembre 1994 avevano congiuntamente indicato alle autoscuole associate in 230.000 lire il prezzo da praticare ai candidati privatisti. Le autoscuole associate erano state invitate, inoltre, a limitare il numero dei candidati privatisti a cui prestare i servizi, a non svolgere attività promozionali concernenti tali servizi ed a vigilare affinchè gli istruttori operanti presso le autoscuole non prestassero la propria opera anche a favore di potenziali concorrenti (autonoleggiatori).
        Le indicazioni fornite da UNASCA e FEDERTAAI sono state quasi ovunque seguite dalle autoscuole che si sono adeguate al prezzo concordato dalle due associazioni, ritenendo di essere al riparo da una competizione su livelli di prezzo inferiori. Dalla documentazione raccolta nel corso dell'istruttoria inoltre è risultato che sono state fornite chiare indicazioni di comportamento alle autoscuole affinchè limitassero al minimo l'assistenza da prestare ai privatisti. L'intesa ha prodotto effetti anticoncorrenziali: la riprova è data da quanto avvenuto nella città di Roma, dove la pressione concorrenziale esercitata dagli autonoleggiatori ha fatto diminuire i prezzi praticati dalle autoscuole ai privatisti di circa il 30%.
        L'Autorità ha inoltre accertato che, pur in assenza di una esplicita norma legislativa, in alcuni ambiti provinciali le associazioni o i consorzi delle autoscuole hanno comunicato alle Amministrazioni provinciali e successivamente adottato tariffari indicanti i prezzi minimi.


Roma 11 aprile 1996