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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • A495 - Istruttoria e ispezioni su tre società di trasporto pubblico nel padovano
    ISTRUTTORIA E ISPEZIONI
    SU TRE SOCIETÀ
    DI TRASPORTO PUBBLICO
    NEL PADOVANO

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Busitalia Veneto, Busitalia Sita Nord e APS Holding per accertare eventuali condotte abusive nel mercato dei servizi di trasporto pubblico locale nella provincia di Padova. Con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, i funzionari dell’Autorità stanno eseguendo perciò ispezioni nelle sedi delle società interessate, parti del procedimento, ritenute in possesso di elementi utili ai fini dell’accertamento.


Collegamenti:
Provvedimento del 27 luglio 1999


Comunicato stampa

Diritti televisivi: negata a Telepiù la deroga alla soglia del 60%

        A conclusione di un procedimento avviato sulla base della legge n. 78/99, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto, con parere conforme dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che non ricorrono le condizioni per riconoscere a Telepiù la deroga alla soglia del 60% per l’acquisto dei diritti di trasmissione esclusiva in forma codificata degli eventi relativi al campionato di calcio di serie A.
        In data 18 giugno 1999, Telepiù aveva sottoscritto un contratto con un’undicesima squadra di serie A, la Reggina, per la cessione degli incontri disputati in casa. In tal modo avrebbe acquisito i diritti relativi a 187 incontri del prossimo campionato di serie A, pari al 61,1% del totale (306 incontri). L’efficacia del contratto, tuttavia, era condizionata alla concessione della deroga da parte dell’Autorità, richiesta da Telepiù in data 24 giugno.
        L’art. 2, comma 1, della legge n. 78/99 pone il divieto di superare la soglia del 60%, ma prevede anche che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sentita l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, possa derogare a tale limite, ovvero stabilirne altri, tenuto conto delle condizioni generali del mercato della televisione a pagamento, della complessiva titolarità degli altri diritti sportivi, della durata dei contratti, della necessità di un’effettiva concorrenzialità del mercato. L’Autorità deve inoltre garantire che vengano evitate "distorsioni con effetti pregiudizievoli per la contrattazione dei diritti di trasmissione relativi ad eventi di minor valore commerciale".

       
        La valutazione dei parametri previsti dalla legge, in particolare per quanto riguarda la lunga durata dei diritti di cui è titolare Telepiù, ha condotto a ritenere che vi sono elementi tali da poter recare pregiudizio allo sviluppo del mercato nella sua fase iniziale e quindi da impedire la concessione della deroga.
        L’Autorità ha verificato con particolare attenzione che il diniego della deroga richiesta da Telepiù non è tale da produrre effetti pregiudizievoli per gli eventi di minor valore commerciale. D’altra parte, l’efficacia del contratto con la Reggina era stata subordinata all’autorizzazione della deroga da parte dell’Autorità: condizione frutto di un accordo autonomamente raggiunto dalle parti, le quali hanno mostrato di avere piena consapevolezza delle possibili conseguenze del superamento della soglia consentita dalla legge n. 78/99.
        In realtà, l’Autorità non autorizza né vieta un singolo contratto, ma vigila sulla soglia prevista dalla legge n. 78/99. Il rispetto del limite del 60%, pertanto, in via di principio non implica che sia uno specifico contratto - nella specie, la Reggina - ad essere posto in discussione, né comporta necessariamente il frazionamento dei diritti di trasmissione di una singola squadra. Di conseguenza, la delibera dell’Autorità non pregiudica, ad esempio, che vengano comunque trasmessi tutti gli incontri di cui Telepiù ha acquisito i diritti, purché alcuni di essi perdano il carattere di esclusiva su cui si appunta il divieto.

       
Roma, 28 luglio 1999