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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10295 - Mutui a tasso variabile, accolti gli impegni di Unipol Banca per le clausole floor ed Euribor negativo
    MUTUI A TASSO VARIABILE
    ACCOLTI GLI IMPEGNI
    DI UNIPOL BANCA
    PER LE CLAUSOLE FLOOR
    ED EURIBOR NEGATIVO

    L’Autorità lo scorso 7 febbraio ha accolto gli impegni presentati da Unipol Banca S.p.A. nell’ambito di un procedimento volto ad accertare la mancata o ambigua informativa ai consumatori circa l’esistenza nei contratti di mutuo a tasso variabile della Banca di soglie minime del tasso di interesse contenute rispettivamente in clausole floor (valore del tasso minimo superiore allo spread) ed Euribor negativo (valore del tasso minimo pari allo spread, in modo da rendere i valori negativi dell’euribor irrilevanti nella determinazione del tasso d’interesse nominale annuo), in relazione al momento della loro stipula, precedente o successiva rispetto al rilevamento di valori negativi dei parametri di indicizzazione Euribor.


Collegamenti:
Segnalazione del 6 agosto 2007


COMUNICATO STAMPA

FARMACI: ANTITRUST A GOVERNO, PARLAMENTO E REGIONI, TROPPI OSTACOLI NELLA VENDITA DI FARMACI DA BANCO

Occorre eliminare gli ostacoli che sta incontrando la liberalizzazione dei farmaci da banco. Dopo le delibere di alcune Regioni che avevano imposto vincoli organizzativi all’apertura di angoli dedicati alla vendita di questi prodotti, giudicate anticoncorrenziali dall’Autorità, l’Antitrust, con una segnalazione approvata il 3 agosto 2007, torna ad evidenziare le difficoltà che sta incontrando la riforma del settore.

In particolare l’Antitrust sottolinea la necessità di chiarire in via normativa che la possibilità di aprire punti vendita di farmaci da banco vale non solo per i farmacisti ma anche per le società di farmacisti. Infatti, mentre ai singoli farmacisti è consentito di essere titolari sia di farmacie che dei nuovi esercizi (ovvero di prestare la propria attività presso entrambe le tipologie di esercizi) la stessa opportunità sembrerebbe essere preclusa alle società di farmacie. L’Autorità auspica pertanto un intervento normativo che scongiuri ogni discriminazione tra le prerogative riconosciute ai singoli farmacisti e quelle spettanti alle società di farmacie. In questo modo, le opportunità imprenditoriali offerte dalle nuove norme potrebbero essere prese in considerazione anche dalle società di farmacie con conseguenti vantaggi per il dispiegarsi delle dinamiche concorrenziali nel settore, anche in termini di prezzi offerti agli utenti.

Altro aspetto che occorre chiarire è quello dei nomi e dei simboli che possono essere utilizzati dai negozi che vendono farmaci da banco.

Sia alcune delibere regionali che una circolare del ministero della Salute limitano denominazioni e insegne utilizzabili. In questo modo, segnala l’Antitrust si vincola ingiustificatamente la libertà di scelta economica dei farmacisti che intendano avvalersi appieno delle opportunità loro offerte dal nuovo contesto normativo.

In questa fase di evoluzione del settore della vendita di farmaci SOP e OTC, i nuovi operatori, secondo l’Antitrust, devono esser messi in condizione di sfruttare le leve concorrenziali disponibili, incluse quelle relative alla promozione della propria attività tramite insegne e simboli. Gli utenti devono in sostanza sapere che in quei negozi c’è un farmacista e si vendono farmaci da banco.

Roma, 10 agosto 2007