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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10211 - Antitrust sanziona il gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del sistema di controllo delle emissioni inquinanti
    ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO
    VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI
    EURO PER MANIPOLAZIONE DEL
    SISTEMA DI CONTROLLO DELLE
    EMISSIONI INQUINANTI

    Una sanzione al massimo edittale di 5 milioni di euro è stata comminata dall’Antitrust in solido alle società Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.
    La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.


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Segnalazione del 6 agosto 2007


COMUNICATO STAMPA

FARMACI: ANTITRUST A GOVERNO, PARLAMENTO E REGIONI, TROPPI OSTACOLI NELLA VENDITA DI FARMACI DA BANCO

Occorre eliminare gli ostacoli che sta incontrando la liberalizzazione dei farmaci da banco. Dopo le delibere di alcune Regioni che avevano imposto vincoli organizzativi all’apertura di angoli dedicati alla vendita di questi prodotti, giudicate anticoncorrenziali dall’Autorità, l’Antitrust, con una segnalazione approvata il 3 agosto 2007, torna ad evidenziare le difficoltà che sta incontrando la riforma del settore.

In particolare l’Antitrust sottolinea la necessità di chiarire in via normativa che la possibilità di aprire punti vendita di farmaci da banco vale non solo per i farmacisti ma anche per le società di farmacisti. Infatti, mentre ai singoli farmacisti è consentito di essere titolari sia di farmacie che dei nuovi esercizi (ovvero di prestare la propria attività presso entrambe le tipologie di esercizi) la stessa opportunità sembrerebbe essere preclusa alle società di farmacie. L’Autorità auspica pertanto un intervento normativo che scongiuri ogni discriminazione tra le prerogative riconosciute ai singoli farmacisti e quelle spettanti alle società di farmacie. In questo modo, le opportunità imprenditoriali offerte dalle nuove norme potrebbero essere prese in considerazione anche dalle società di farmacie con conseguenti vantaggi per il dispiegarsi delle dinamiche concorrenziali nel settore, anche in termini di prezzi offerti agli utenti.

Altro aspetto che occorre chiarire è quello dei nomi e dei simboli che possono essere utilizzati dai negozi che vendono farmaci da banco.

Sia alcune delibere regionali che una circolare del ministero della Salute limitano denominazioni e insegne utilizzabili. In questo modo, segnala l’Antitrust si vincola ingiustificatamente la libertà di scelta economica dei farmacisti che intendano avvalersi appieno delle opportunità loro offerte dal nuovo contesto normativo.

In questa fase di evoluzione del settore della vendita di farmaci SOP e OTC, i nuovi operatori, secondo l’Antitrust, devono esser messi in condizione di sfruttare le leve concorrenziali disponibili, incluse quelle relative alla promozione della propria attività tramite insegne e simboli. Gli utenti devono in sostanza sapere che in quei negozi c’è un farmacista e si vendono farmaci da banco.

Roma, 10 agosto 2007