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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • Rating di legalità, nuove norme per controlli più stringenti, continua boom attribuzioni
    RATING DI LEGALITA’,
    NUOVE NORME PER CONTROLLI
    PIU’ STRINGENTI,
    CONTINUA BOOM ATTRIBUZIONI

    Nei primi otto mesi del 2016,  616  imprese hanno ottenuto il rating di legalità rilasciato dalla Autorità Antitrust, in aumento rispetto alle 434 attribuzioni dello stesso periodo del 2015. Sono state, inoltre, 1215 le richieste pervenute, con un aumento del 30.1% rispetto al 2015. Bocciate, invece, 28 imprese, ritenute non idonee, mentre soltanto a tre aziende è stato revocato il ‘bollino’, garanzia di comportamento virtuoso.


Collegamenti:
Provvedimento del 21 febbraio 1994


COMUNICATO STAMPA


DECISIONI DELL'AUTORITA' SU TREVI E TAV


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato in merito a due importanti questioni che riguardano l'industria ferroviaria: l'accordo tra le società Fiat Ferroviaria spa, Ansaldo Trasporti spa, Abb Trazione spa, Breda Costruzioni ferroviari spa e Firema Consortium, per la costituzione del consorzio TREVI e la realizzazione del treno ETR500; la collaborazione fra Fs, Iri, Eni, Fiat spa, Iricav Uno, Iricav Due, Cepav Uno e Cepav Due, sviluppata durante la trattativa per la realizzazione del progetto Alta Velocità. In entrambi i casi, diversamente da quanto disposto il 22 dicembre 1993 in merito al consorzio Capri, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto che le due operazioni non avessero per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale.

CONSORZIO TREVI. Lo sviluppo, realizzazione e commercializzazione del treno Etr500 non avrebbe potuto aver luogo senza la cooperazione tra le imprese che partecipano al Consorzio. Si tratta di un'attività che richiede per altro un impegno finanziario ed un potenziale umano così ingente da non lasciare realisticamente spazio ad un'attività singola delle imprese del Consorzio Trevi. L'innovatività del prodotto ed il conseguente livello di competenza tecnologica sono peraltro tali da far ritenere che, a livello nazionale, si sia in presenza di un nuovo mercato. Quanto al presunto abuso di posizione dominante l'Autorità ha ritenuto che l'individuazione del Consorzio Trevi non può configurarsi come manifestazione di una politica discriminatoria nei confronti degli altri fornitori.

ALTA VELOCITA'. La società Ferrovie dello Stato spa, conducendo la trattativa per la realizzazione del progetto esclusivamente con Iri, Eni e Fiat spa, non ha violato l'art. 3 delle legge n. 287/90. Gli elementi accertati nel corso dell'istruttoria mettono in luce inoltre che tra le parti in causa vi è stato coordinamento dei comportamenti, frutto di una volontà comune, che tuttavia non appare sufficiente a stabilire che da detti comportamenti sia scaturito un accordo lesivo dell'articolo 2 di tale legge, finalizzato a consentire esclusivamente a Iri, Eni e Fiat la realizzazione delle sei tratte previste dal sistema Alta Velocità. La natura fiduciaria della scelta dei tre "general contractor" implica, peraltro, che i comportamenti di Fs non possono essere interpretati come manifestazione di una politica discriminatoria nei confronti degli altri fornitori.

CONSIDERAZIONI. Appare indubbio che le procedure seguite da Fs nell'assegnazione delle commesse avrebbero potuto caratterizzarsi per un più elevato grado di trasparenza. D'altronde, in coerenza con la direttiva Cee 90/531 e nei limiti da essa previsti, i contratti di fornitura e di lavori conclusi da imprese pubbliche nei settori dell'acqua, energia, telecomunicazioni e trasporti, devono essere dal 1 gennaio 1993 oggetto di appalto.
Sia l'individuazione del Consorzio Trevi come soggetto cui affidare le commesse, sia le procedure seguite per individuare i general contractor, giudicate dall'Autorità non lesive della normativa sulla concorrenza, potranno tuttavia, come i provvedimenti avvertono, essere valutate dalle competenti autorità giurisdizionali, amministrative e contabili, per quanto concerne eventuali altri profili.
Sembra potersi dedurre che siano state condivise le preoccupazioni espresse di recente dal commissario Cee alla Concorrenza, Karel Van Miert, sulla difficile compatibilità, tra le regole della concorrenza e la situazione occupazionale. Le decisioni dell'Autorità, non sono permeate da astratto formalismo, e perciò va valutato positivamente il fatto che non siano deluse le aspettative di migliaia di lavoratori.



1 marzo 1994