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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10211 - Antitrust sanziona il gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del sistema di controllo delle emissioni inquinanti
    ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO
    VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI
    EURO PER MANIPOLAZIONE DEL
    SISTEMA DI CONTROLLO DELLE
    EMISSIONI INQUINANTI

    Una sanzione al massimo edittale di 5 milioni di euro è stata comminata dall’Antitrust in solido alle società Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.
    La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.


Collegamenti:
Provvedimento del 21 febbraio 1994


COMUNICATO STAMPA


DECISIONI DELL'AUTORITA' SU TREVI E TAV


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato in merito a due importanti questioni che riguardano l'industria ferroviaria: l'accordo tra le società Fiat Ferroviaria spa, Ansaldo Trasporti spa, Abb Trazione spa, Breda Costruzioni ferroviari spa e Firema Consortium, per la costituzione del consorzio TREVI e la realizzazione del treno ETR500; la collaborazione fra Fs, Iri, Eni, Fiat spa, Iricav Uno, Iricav Due, Cepav Uno e Cepav Due, sviluppata durante la trattativa per la realizzazione del progetto Alta Velocità. In entrambi i casi, diversamente da quanto disposto il 22 dicembre 1993 in merito al consorzio Capri, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto che le due operazioni non avessero per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale.

CONSORZIO TREVI. Lo sviluppo, realizzazione e commercializzazione del treno Etr500 non avrebbe potuto aver luogo senza la cooperazione tra le imprese che partecipano al Consorzio. Si tratta di un'attività che richiede per altro un impegno finanziario ed un potenziale umano così ingente da non lasciare realisticamente spazio ad un'attività singola delle imprese del Consorzio Trevi. L'innovatività del prodotto ed il conseguente livello di competenza tecnologica sono peraltro tali da far ritenere che, a livello nazionale, si sia in presenza di un nuovo mercato. Quanto al presunto abuso di posizione dominante l'Autorità ha ritenuto che l'individuazione del Consorzio Trevi non può configurarsi come manifestazione di una politica discriminatoria nei confronti degli altri fornitori.

ALTA VELOCITA'. La società Ferrovie dello Stato spa, conducendo la trattativa per la realizzazione del progetto esclusivamente con Iri, Eni e Fiat spa, non ha violato l'art. 3 delle legge n. 287/90. Gli elementi accertati nel corso dell'istruttoria mettono in luce inoltre che tra le parti in causa vi è stato coordinamento dei comportamenti, frutto di una volontà comune, che tuttavia non appare sufficiente a stabilire che da detti comportamenti sia scaturito un accordo lesivo dell'articolo 2 di tale legge, finalizzato a consentire esclusivamente a Iri, Eni e Fiat la realizzazione delle sei tratte previste dal sistema Alta Velocità. La natura fiduciaria della scelta dei tre "general contractor" implica, peraltro, che i comportamenti di Fs non possono essere interpretati come manifestazione di una politica discriminatoria nei confronti degli altri fornitori.

CONSIDERAZIONI. Appare indubbio che le procedure seguite da Fs nell'assegnazione delle commesse avrebbero potuto caratterizzarsi per un più elevato grado di trasparenza. D'altronde, in coerenza con la direttiva Cee 90/531 e nei limiti da essa previsti, i contratti di fornitura e di lavori conclusi da imprese pubbliche nei settori dell'acqua, energia, telecomunicazioni e trasporti, devono essere dal 1 gennaio 1993 oggetto di appalto.
Sia l'individuazione del Consorzio Trevi come soggetto cui affidare le commesse, sia le procedure seguite per individuare i general contractor, giudicate dall'Autorità non lesive della normativa sulla concorrenza, potranno tuttavia, come i provvedimenti avvertono, essere valutate dalle competenti autorità giurisdizionali, amministrative e contabili, per quanto concerne eventuali altri profili.
Sembra potersi dedurre che siano state condivise le preoccupazioni espresse di recente dal commissario Cee alla Concorrenza, Karel Van Miert, sulla difficile compatibilità, tra le regole della concorrenza e la situazione occupazionale. Le decisioni dell'Autorità, non sono permeate da astratto formalismo, e perciò va valutato positivamente il fatto che non siano deluse le aspettative di migliaia di lavoratori.



1 marzo 1994