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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

  • PS10211 - Antitrust sanziona il gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del sistema di controllo delle emissioni inquinanti
    ANTITRUST SANZIONA IL GRUPPO
    VOLKSWAGEN PER 5 MILIONI DI
    EURO PER MANIPOLAZIONE DEL
    SISTEMA DI CONTROLLO DELLE
    EMISSIONI INQUINANTI

    Una sanzione al massimo edittale di 5 milioni di euro è stata comminata dall’Antitrust in solido alle società Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.
    La pratica riguarda la commercializzazione sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009, di autoveicoli diesel (con codice identificativo EA189 EU 5) la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti. Ciò al fine di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto (NOx) più basso di quello ottenibile nella modalità che invece si attiva nel normale utilizzo del veicolo su strada.


Collegamenti:
Provvedimento del 16 novembre 2005


COMUNICATO STAMPA



ANTITRUST: PRIMA MULTA PER PUBBLICITA’ INGANNEVOLE NEL SETTORE DELLA TELEFONIA MOBILE, A WIND SANZIONE DI 14.500 EURO


Per il comparto già dieci le condanne nel 2005

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua riunione del 16 novembre 2005, ha condannato Wind con una sanzione da 14.500 euro per un messaggio, diffuso nel maggio 2005 tramite volantini, che pubblicizzava la particolare convenienza economica dell’offerta tariffaria “Tuttoincluso”.
In realtà le condizioni effettivamente applicate erano diverse da quelle prospettate nel messaggio in relazione all’importo del costo mensile forfetario, ai minuti di conversazione gratuiti concessi per le chiamate verso i telefoni cellulari, e al fatto che le condizioni non sarebbero più state applicate a partire da una certa data, senza che questo limite fosse indicato sul volantino.
La sanzione comminata a Wind rappresenta la prima applicazione nel settore della telefonia mobile dei poteri sanzionatori della legge Giulietti, confluita nel Codice al Consumo.
Dall’inizio del 2005 ad oggi l’Autorità ha esaminato 15 casi di pubblicità ‘dubbia’ nel comparto, chiudendo 10 casi con una condanna di ingannevolezza e 2 con condanne per pubblicità comparativa illecita. L’Autorità, a partire dal 1996, ha complessivamente ritenuto ingannevoli 68 messaggi nel settore della telefonia mobile. E a fronte di un lieve calo del totale delle denunce di pubblicità ingannevole – passate dalle 982 del 1997 alle 861 del 2004 – le denunce nel solo settore della telefonia mobile sono passate nel medesimo periodo da 24 a 56, e nei soli primi otto mesi del 2005 sono state 49. Si tratta dunque di un comparto nel quale si avverte l'esigenza di una maggiore correttezza da parte degli operatori pubblicitari nella comunicazione e promozione delle proprie attività perché caratterizzato da massicce e aggressive campagne pubblicitarie, lanciate spesso in concomitanza con i periodi festivi.
Per questo, anche in vista delle festività natalizie, sulla base dei casi esaminati nel 2005, si segnalano quattro punti ‘a rischio’ nella pubblicità per le tariffe dei cellulari, ai quali i consumatori dovranno prestare attenzione.

GRATIS? MEGLIO INDAGARE

Se nell’offerta della tariffa pubblicizzata appare il termine ‘gratis’ meglio approfondire. Spesso nei messaggi il termine gratis prevede il rimborso del traffico telefonico (già effettuato) attraverso un bonus. Per l’Autorità è improprio l’utilizzo indistinto dei termini gratis o rimborso perché questi non possono essere considerati equivalenti. Il termine gratis, infatti, comporta che non ci sia alcun corrispettivo a fronte della prestazione.

OCCHIO ALLA ‘COPERTURA’

Bisogna controllare sempre la corrispondenza tra le caratteristiche del servizio offerto  e/o le condizioni di fruizione del servizio stesso e il messaggio pubblicizzato. Ad esempio, in un caso relativo alla trasmissione dati con tecnologia UMTS, è emerso che le velocità massime di trasmissione erano raggiungili solo in via teorica in quanto al momento di diffusione del messaggio la copertura territoriale non era ancora stata completata.

ATTENTI AI COSTI

Occorre valutare con attenzione tutti i costi compresi nelle tariffe pubblicizzate. In alcuni casi esaminati dall’Autorità emergeva, ad esempio, una incompletezza del messaggio che impediva al consumatore di comprendere bene le caratteristiche dell’offerta e i relativi limiti, soprattutto con riferimento alla presenza di un costo rilevante per lo scatto alla risposta. C’è poi un filone che ruota sulla commercializzazione di telefonini di ultima generazione a prezzi molto convenienti: una volta acquistato il telefonino il consumatore è però soggetto a contratti di medio-lungo periodo che lo vincolano a sostenere una spesa mensile minima obbligatoria.


MINI-TARIFFE MA A TERMINE

Può capitare che le tariffe pubblicizzate appaiano molto convenienti ma siano in realtà ‘a tempo’, senza che la durata del piano tariffario venga specificata nella promozione, oppure siano accompagnate da un costo fisso di attivazione non facilmente identificabile. Nel fare le comparazioni tra le diverse offerte occorre quindi verificare quanto durerà la tariffa ‘scontata’ e quanto incide l’attivazione.



Roma, 26 novembre 2005