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N. 11 (giugno 2006)

Autori:
Massimo Motta, Pascal Courty, Natalia Fabra, Chiara Fumagalli

SINTESI
In diversi settori le imprese scelgono categorie di prezzo uguali o simili – dove per categoria di prezzo si definisce l’impegno di un’impresa a vendere un dato insieme di prodotti (o di servire un dato insieme di mercati) ad un unico prezzo. La presente ricerca mostra che è possibile che le imprese scelgano categorie di prezzo simili con finalità pro-collusive. In particolare, la scelta di categorie di prezzo omogenee può rendere più facile il sostenimento di un accordo collusivo; può rendere più semplice il coordinamento su un dato esito collusivo e può rendere il mercato più trasparente dal lato dell’offerta, facilitando perciò il controllo del comportamento reciproco. D’altro canto la scelta di categorie di prezzo simili può essere semplicemente il risultato di interazione strategica non-collusiva tra le imprese. In particolare, le imprese possono adottare categorie di prezzo omogenee perché fronteggiano simili condizioni di domanda e di costo. Ragioni storiche, abitudini, così come l’attuazione di schemi di incentivo efficienti per i dipendenti costituiscono altre motivazioni innocenti alla base di categorie di prezzo simili. Infine, scegliendo categorie di prezzo simili a quelle adottate dai rivali, un’impresa può aumentare la trasparenza del mercato dal lato della domanda e rendere più efficace una strategia di prezzo aggressiva. Perciò il nostro studio suggerisce che la scelta di categorie di prezzo omogenee non dovrebbe essere considerata illegale per se, né particolare attenzione dovrebbe essere dedicata dalle autorità di tutela della concorrenza ai settori caratterizzati da categorie di prezzo omogenee. E’ solo l’accordo esplicito tra le imprese al fine di adottare categorie di prezzo omogenee che dovrebbe essere considerato lesivo della concorrenza.

ABSTRACT
In many sectors competing firms choose the same (or similar) price categories - a price category being defined as a situation where a firm commits to sell a given set of products (or to supply a given set of markets), at a single price. In this Report we show that firms might choose homogeneous price categories in order to facilitate collusion. The reason being that similar price categories might make the enforcement of a given collusive outcome more likely; moreover, they may facilitate coordination on a given collusive outcome simpler; and they may make the market more transparent from the sellers’ side, thereby facilitating reciprocal monitoring. However, homogeneous price categories might simply result from non-collusive competitive interaction. Specifically, firms will tend to adopt similar price categories because they face similar demand or cost conditions. Historical reasons and habits, as well as the design of efficient incentive schemes for employees represent other innocent motives for homogeneous price categories. Finally, the choice of the same price categories as rivals, by making the market more transparent from the demand side, may make a firm’s aggressive pricing strategy more effective. Hence, our study suggests that adopting the same (or similar) categories should not be considered per se illegal, nor competition authorities should devote extra-effort to investigate sectors characterized by similar price categories. It is only an explicit agreement among firms to use homogeneous price categories that should be considered unlawful.