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N. 10 (aprile 2000)

Autori:
Paolo Buccirossi

SINTESI
La definizione del mercato rilevante è una delle operazioni più delicate di un procedimento antitrust. Essa può determinare l’esito del procedimento e costituisce spesso oggetto di controversia tra le parti. Disporre pertanto di una metodologia chiara e precisa per dirimere queste controversie è un’esigenza pressante, tanto per le istituzioni cui è affidata la politica della concorrenza, quanto
per i soggetti che ne sono destinatari. L’operazione di individuazione del mercato tuttavia non ha solo un contenuto tecnico. Essa infatti implica l’assunzione di scelte di policy da parte delle autorità antitrust. In questo lavoro viene descritto un modello per la definizione del mercato rilevante che mette in rilievo la relazione esistente tra queste scelte e l’analisi del grado di sostituibilità tra prodotti,
generalmente impiegata per individuare un mercato antitrust.
Le autorità antitrust, dopo avere individuato i confini del mercato, valutano le sue modificazioni strutturali o le condotte delle imprese utilizzando i modelli teorici elaborati dagli economisti industriali. Questi si servono sempre più frequentemente degli strumenti analitici che compongono la teoria dei giochi.
Il presente lavoro costituisce un tentativo di applicare i medesimi strumenti alla fase di definizione del mercato rilevante. Il modello esposto in questo articolo pertanto tiene conto dell’interazione strategica tra le imprese in modo da rendere metodologicamente coerente l’indagine volta alla individuazione del mercato con la successiva analisi delle sue condizioni concorrenziali.
La semplice logica del modello è la seguente. Viene innanzitutto definita una variabile esogena che misura il grado di sostituibilità esistente tra due prodotti.
Ad essa si affianca la definizione di una variabile di policy che misura eventuali distorsioni concorrenziali. Si ipotizza un contesto strategico in cui operano le imprese che producono i due beni e si caratterizza il suo equilibrio.
Ciò consente di definire una relazione (invertibile) tra sostituibilità e variabile di policy. Fissata una soglia critica per quest’ultima, si verifica se l’effettivo grado di sostituibilità (variabile esogena) è inferiore o superiore al valore corrispondente a tale soglia critica nella relazione teorica (valore endogeno). Nel primo caso i due prodotti fanno parte di mercati distinti, nel secondo appartengono
al medesimo mercato rilevante. La formalizzazione del modello lo rende suscettibile di applicazioni econometriche.