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N. 4 (dicembre 1996)

Autori:
Pier Luigi Parcu

SINTESI
Lo studio parte dalla constatazione che l'azione dello Stato presenta una notevole ambivalenza nei confronti della concorrenza : da un lato si crea un'Autorità Antitrust per tutelarla e dall'altro si mantengono, o si approvano, innumerevoli normative restrittive della concorrenza e distorsive del mercato. Al fine di approfondire la comprensione di questa ambivalenza, a partire dall'analisi delle Segnalazioni e dei Pareri inviati al Parlamento ed al Governo dall'Autorità Antitrust nei suoi primi 5 anni di attività, sono investigate tre questioni : a) quali sono le violazioni tipiche della concorrenza introdotte dalle norme, b) quali sono gli esiti dell'attività di segnalazione dell'Antitrust e c) quali sono i fattori che hanno influito maggiormente su questi esiti.

Le risposte principali che emergono dall'analisi svolta sono le seguenti. Le norme restrittive sono assimilabili ai comportamenti anti concorrenziali delle imprese e quindi così riassumibili : fissazione di tariffe, limitazione degli accessi al mercato, discriminazione tra imprese e difesa dei monopoli. L'attività di segnalazione dell'Antitrust rispetto a queste norme, valutata sul criterio rigoroso di effettiva cancellazione o non adozione legislativa delle norme restrittive segnalate, ha registrato finora un tasso di successo del 33%. Il principale fattore di successo appare indubbiamente costituito dalla presenza di una contemporanea iniziativa dalla Commissione CE, che affianchi e rafforzi l'azione dell'antitrust nazionale. Importanti per un esito positivo appaiono anche la natura dell'intervento, dove risulta più facile la tutela della concorrenza dal tentativo di introdurre norme peggiorative che lo sforzo di abolire norme restrittive già esistenti, e la natura del problema trattato, dove appare più facile per l'Autorità ottenere ascolto in presenza di complesse scelte di politica industriale che nel caso di normative concepite come strumenti di mera difesa di imprese esistenti.

La parte finale del lavoro, anche sulla base di alcune osservazioni comparative, in particolare con l'azione ed i poteri della Commissione Ce in materia di tutela della concorrenza dalle norme statuali restrittive, discute alcune possibili ipotesi per rafforzare l'attività consultiva dell'Autorità. Due sono le proposte avanzate a tal fine : la previsione della possibilità per l'Autorità Antitrust di sottoporre al vaglio della Corte Costituzionale le norme contrarie alla concorrenza e l'istituzione di una legge per la concorrenza, sul modello della legge comunitaria, che costituisca per il Parlamento l'appuntamento annuale o biennale per discutere le segnalazioni dell'Antitrust e in generale per promuovere la concorrenza riesaminando gli assetti normativi in senso ad essa più favorevole.

La conclusione del lavoro sottolinea che il discreto ascolto ottenuto da un'Autorità giovane e armata soltanto di buone ragioni appare smentire le visioni catastrofiche e confortare invece le tesi di chi ritiene che il valore della concorrenza sta finalmente iniziando a trovare maggiore spazio nell'ordinamento.