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N. 1 (giugno 1995)

Autori:
Ginevra Bruzzone

SINTESI
Nei diversi paesi dotati di una normativa a tutela della concorrenza sono stati sperimentati nel corso del tempo diversi approcci  all'individuazione dei mercati rilevanti, nella ricerca di un modello di riferimento concettuale trasparente, rigoroso e funzionale all'efficienza del processo di valutazione delle varie fattispecie. Negli Stati Uniti e, più recentemente, in Europa si è venuta gradualmente  affermando l'esigenza di ricondurre l'individuazione del mercato rilevante all'analisi della sostituibilità economica tra prodotti, misurata attraverso la nozione di potere di mercato che, oltre ad essere concettualmente precisa, è strettamente connessa alla possibilità di comportamenti restrittivi da parte delle imprese. Secondo questa impostazione, il mercato rilevante può essere definito come il più piccolo contesto (insieme di prodotti, area geografica) nel cui ambito è possibile, tenendo conto delle esistenti possibilità di sostituzione, la creazione di un significativo grado di potere di mercato. Questa nozione di mercato consente, in  particolare, di affrontare in modo rigoroso le situazioni di differenziazione orizzontale e verticale dei prodotti e quelle in cui si individuano gruppi di consumatori caratterizzati da preferenze rigide per un bene o servizio. Una volta individuato l'apparato concettuale a cui fare riferimento per definire i mercati, la scelta del metodo, o meglio, dell'insieme di metodi di analisi empirica da utilizzare nei casi concreti dipenderà di volta in volta dalle fonti informative disponibili. Per evitare di utilizzare in modo improprio i principali metodi di raccolta delle informazioni relative al mercato rilevante (raccolta diretta di informazioni dalle imprese e dagli acquirenti, utilizzo di fonti indirette di informazione, analisi del livello e degli andamenti dei prezzi, stime dell'elasticità della domanda) sono comunque opportuni alcuni accorgimenti.