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COMUNICATO STAMPA

RIFIUTI RICICLABILI DA IMBALLAGGIO: ANTITRUST, PIÙ CONCORRENZA PER RIDURRE I COSTI A CARICO DEI CITTADINI, TUTELARE L’AMBIENTE E SOSTENERE L’INDUSTRIA DEL RECUPERO


Conclusa l’indagine conoscitiva. I rifiuti sono risorse che i Comuni non riescono a sfruttare. Un assetto del settore più competitivo migliorebbe il servizio. Ricorrere alle aste per valorizzare il recupero dei materiali. Le gestioni emergenziali e le continue modifiche del quadro normativo hanno ostacolato lo sviluppo ottimale del settore. Rivedere il ruolo del Conai e dei Consorzi di filiera.

I rifiuti da imballaggio sono una risorsa economica che i Comuni italiani non riescono a sfruttare e che potrebbe invece, con un opportuno ricorso al mercato, garantire ai cittadini un servizio di raccolta migliore e tariffe più basse. È l’analisi tracciata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell’indagine conoscitiva sul comparto dei c.d rifiuti da imballaggio raccolti su suolo pubblico: tutto ciò che in vetro, plastica, legno, alluminio, carta e acciaio, contiene i beni destinati al consumatore finale e che può essere riciclato, a valle della raccolta differenziata.

Nelle quasi 100 pagine di documento l’Autorità fa il punto su un settore che è stato interessato da continue modifiche del quadro normativo e dal ricorso, in molte aree del Paese, soprattutto al Sud, alle gestioni emergenziali: due fattori che hanno ostacolato una corretta organizzazione delle attività di recupero di prodotti che, all’origine, valgono 25 miliardi di euro, e che hanno influito negativamente sul livello di concorrenza del settore.

Per superare una situazione che si traduce in un aumento dei costi a carico degli utenti, l’Autorità propone una serie di correttivi:

1)Negoziazione diretta enti locali-industrie del riciclaggio

L’Autorità, anche in vista della scadenza della Convenzione che regola i rapporti per la raccolta del materiale riciclabile tra l’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e il Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, ricorda che molti dei rifiuti interessati dalla Convenzione, in particolare vetro e carta, hanno un valore economico. Per questo i Comuni, mantenendo un ruolo di sussidiarietà del Conai, andrebbero posti nelle condizioni di poter direttamente negoziare la vendita dei prodotti da riciclare con le imprese che operano nel settore del recupero. Ciò potrebbe avvenire mantenendo la proprietà della raccolta differenziata che attualmente, invece, nella maggior parte dei casi, passa ai Consorzi del sistema Conai. In questo modo i Comuni potrebbero ricevere introiti da impiegare nel finanziamento delle attività di raccolta e in possibili alleggerimenti della tariffa applicata ai cittadini per il conferimento dei rifiuti solidi urbani.

2) Riduzione dell’area di ‘riserva’ dei Consorzi

L’indagine ha appurato che molti Comuni, attraverso la prassi della c.d. assimilazione, hanno indirettamente contribuito all’estensione delle attività del sistema consortile – finalizzato dalla legge a sostenere la raccolta dei rifiuti affidati dai cittadini alla raccolta su suolo pubblico – anche ai rifiuti speciali prodotti da imprese artigiani e commerciali. Si tratta di una scelta che riduce ulteriormente il grado di concorrenza del settore, sottraendo al mercato una quota di prodotti che dovrebbe invece essere lasciata al rapporto diretto tra chi produce il rifiuto e le imprese di smaltimento.

3) Affidamento dei servizi con modalità trasparenti

L’Antitrust evidenzia il ricorso, da parte dei Comuni, ad affidamenti diretti dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, con applicazione distorte della modalità c.d. in house o del partenariato pubblico-privato, ad imprese ex municipalizzate partecipate dai medesimi enti.

In alcune aree del Paese, soggette a regime emergenziale, risulta anche che imprese ex municipalizzate abbiano acquisito senza gara la gestione di impianti finalizzati al recupero dei rifiuti realizzati con fondi pubblici, entrando così in concorrenza nel mercato con le imprese private già operanti nei medesimi settori di attività.

4) Revisione del sistema consortile

Il c.d. sistema CONAI, il Consorzio costituito tra i produttori dei rifiuti da imballaggio che raggruppa al suo interno i consorzi delle varie filiere (vetro, carta, alluminio, acciaio, legno, plastiche), ha costituito una risposta efficace alle prime necessità organizzative di numerose industrie poste di fronte al principio legislativo di matrice comunitaria “chi inquina paga”. A distanza di oltre un decennio, tuttavia, è necessario rivederne l’impianto organizzativo e le attività consortili, per rispettare meglio i principi di trasparenza e promozione della concorrenza. È, ad esempio, opportuno che negli organi consortili siano rappresentati, non solo i produttori e gli utilizzatori degli imballaggi, ma anche i recuperatori/riciclatori e i soggetti gestori dei servizi di raccolta, oltre a riconoscere un ruolo più attivo ai rappresentanti dei consumatori.

5) Ripensare il sistema del contributo ambientale Conai

Il contributo ambientale Conai, versato dai produttori di materiali da imballaggio, viene fissato dal Conai a livello nazionale per ciascuna filiera di materali riciclabili ed è la principale fonte di finanziamento degli enti locali. Per rendere il sistema di determinazione del contributo più trasparente occorrerebbe coinvolgere soggetti istituzionali con posizione di terzietà e in funzione di garanzia del miglior funzionamento. È inoltre necessario prevedere un sistema che valorizzi l’efficienza dei diversi consorzi, in base alle effettive quantità e qualità di rifiuti di imballaggio recuperati o riciclati, mantenendo ben distinti, sotto il profilo informativo, i risultati della raccolta direttamente riconducibile ai consorzi e quelli invece realizzati dalle imprese del settore del recupero.

6) Consentire attività in concorrenza a quelle dei consorzi di filiera

A causa delle recenti modifiche apportate al testo unico ambientale dal decreto legislativo n. 4/2008, l’originaria possibilità riconosciuta ai produttori di imballaggi di costituire consorzi, in alternativa a quelli del sistema Conai, per adempiere ai propri obblighi di recupero, è stata abolita. L’Antitrust segnala pertanto la necessità di ritornare a un disegno del settore più conforme ai principi della concorrenza, capace di migliori performance in termini di raccolta e valorizzazione dei materiali.

7) Ricorrere alla aste per assegnare i materiali raccolti

L’Antitrust segnala alcune criticità nei rapporti tra i consorzi di filiera e le imprese che recuperano e riciclano la raccolta per nuove produzioni. Ad alcuni consorzi, e in particolare a quelli della carta e del vetro, le imprese hanno contestato modalità non trasparenti di assegnazione dei materiali.

L’Antitrust segnala, come alternativa concorrenziale alle modalità attuali, la soluzione adottata dal consorzio della plastica, che per l’assegnazione dei rifiuti da imballaggi di propria competenza provvede a mezzo di aste. In questo modo, ferma restando la necessità di organizzare le aste in maniera efficiente e non pregiudizievole per le politiche di approvvigionamento delle imprese interessate, verrebbero evitate le opacità riscontrate nelle assegnazioni e i negativi effetti di condizionamento della disponibilità degli input produttivi, oltre a consentire una miglior valorizzazione della materia prima secondaria.

Imballaggi immessi al consumo (dati espressi in Kton)
materiale
2005
2006
2007
acciaio
562
561
563
alluminio
69
72
74
carta
4.315
4.400
4.619
legno
2.788
2.852
2.860
plastica
2.100
2.202
2.270
vetro
2.117
2.133
2.157
totale
11.951
12.220
12.543

Raccolta dei rifiuti da imballaggi ai sensi dell’Accordo ANCI-CONAI
 
anno 2005
anno 2006
anno 2007
materiale
Kton
Kg/ab. conv.
Kton
Kg/ab. conv.
Kton
Kg/ab. conv.
acciaio
142
3,4
148
3,5
150
3,4
alluminio
4,9
0,18
5,8
0,18
7,1
0,2
carta
949
19,5
1.007
20,1
1.053
20,3
legno
126
4,8
150,7
4,4
169,2
4,3
plastica
360
6,2
393
6,8
444
7,7
vetro
652
21,2
755
22,2
876
22,5
totale
2.234
55,3
2.460
57,2
2.699
58,4

Rifiuti da imballaggio avviati a riciclo (dati espressi in Kton)
 
anno 2005
anno 2006
anno 2007
materiale
superficie pubblica
superficie privata
totale
superficie pubblica
superficie privata
totale
superficie pubblica
superficie privata
totale
acciaio
127
229
356
131
238
369
134
258
392
alluminio
33,1
-
33,1
35,1
-
35,1
38,6
-
38,6
carta
949
1.926
2.875
1.013
1.918
2.931
1.039
2.178
3.217
legno
140
1.260
1.400
171
1.346
1.517
190
1.349
1.539
plastica
239
334
573
256
347
603
286
359
645
vetro
1.151
60
1.211
1.196
60
1.256
1.243
60
1.303
totale
2.639
3.809
6.448
2.802
3.909
6.711
2.931
4.204
7.135
% su IAC
22,10%
31,90%
54%
22,90%
32%
54,90%
23,40%
33,50%
56,90%

Roma, 14 agosto 2008