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L’art. 4 del DL 95/2012 (noto come decreto sulla spending review) ha introdotto per le amministrazioni pubbliche l’obbligo di sciogliere ovvero di alienare (con procedura ad evidenza pubblica) le partecipazioni detenute nelle società controllate (direttamente e indirettamente) che abbiamo conseguito, nell’anno 2011, un fatturato da prestazione per servizi a favore dell’amministrazione medesima superiore al 90 per cento.  L’obbligo di dismissione o scioglimento prevede tuttavia alcune eccezioni nel caso in cui – per le peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto, anche territoriale, di riferimento – non sia possibile per l’amministrazione pubblica controllante un efficace e utile ricorso al mercato. In tal caso, gli enti dovranno presentare una richiesta di parere obbligatorio e vincolante all’Autorità, accompagnata da un’analisi di mercato. L’Autorità dovrà rendere il parere entro sessanta giorni. L’analisi dovrà dimostrare, mediante adeguati e oggettivi elementi informativi, l’impossibilità di ottenere, mediante un ricorso al mercato, condizioni complessivamente più vantaggiose per la prestazione dei servizi offerti all’amministrazione dalla società interessata.