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Il conflitto di interessi è la situazione in cui si trova un componente del Governo della Repubblica quando, nel perseguire gli interessi pubblici connessi alla sua funzione, risulta al tempo stesso portatore di interessi personali con essa potenzialmente contrastanti.

La materia, disciplinata dalla Legge 20 luglio 2004, n. 215, si propone di assicurare che i titolari di cariche governative si dedichino esclusivamente alla cura degli interessi pubblici e si astengano dal porre in essere atti e dal partecipare a deliberazioni collegiali in situazione di conflitto d'interessi. La legge è applicabile al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri, ai Vice Ministri, ai Sottosegretari di Stato ed ai Commissari straordinari del governo.

Le funzioni di verifica e controllo dell’Autorità non si esplicano invece nei confronti degli amministratori locali.

La legge attribuisce all’Autorità il potere di intervenire in casi di:

a) situazioni di incompatibilità dei titolari di carica;

b) atti posti in essere in conflitto di interessi.