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I titolari di carica di Governo devono rendere all’Autorità una dichiarazione relativa alla situazione di incompatibilità entro 30 giorni dall’assunzione della carica; inoltre gli stessi interessati, il loro coniuge e i loro parenti entro il secondo grado sono tenuti a dichiarare all’Autorità, entro 90 giorni dal giuramento del titolare della carica davanti al Capo dello Stato, i dati relativi alle proprie attività patrimoniali, ivi comprese le partecipazioni azionarie.

L’Autorità può avviare un’indagine d’ufficio ovvero a seguito di segnalazione proveniente da soggetti pubblici o privati.

L’Autorità, con propria delibera del 16 novembre 2004, ha adottato il Regolamento concernente i “Criteri di accertamento e procedure istruttorie relativi all’applicazione della legge 20 luglio 2004, n. 215 recante norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi”.

L’Autorità è competente ad accertare la sussistenza delle situazioni incompatibili, a vigilare sul rispetto dei divieti conseguenti e a promuovere, nei casi di inosservanza: a) la rimozione o la decadenza dalla carica o dall’ufficio a opera dell’Amministrazione competente o di quella vigilante l’ente o l’impresa; b) la sospensione del rapporto di impiego o di lavoro pubblico o privato; c) la sospensione dall’iscrizione in albi e registri professionali che deve essere richiesta agli ordini professionali per gli atti di loro competenza.

Con riferimento ai conflitti di interessi, l’Autorità è competente ad accertare le eventuali violazioni di legge e può comminare una sanzione pecuniaria alle imprese che abbiano approfittato degli atti in conflitto.

Ad esito dei procedimenti condotti, l’Autorità dà apposita comunicazione ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Inoltre l’Autorità, ogni sei mesi, deve presentare al Parlamento una relazione sullo stato delle attività di controllo e vigilanza in materia di conflitti di interesse.