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Quando l’Autorità riceve una denuncia o raccoglie informazioni riguardo a possibili pregiudizi alla concorrenza, il caso viene assegnato alla Direzione competente per materia. La Direzione svolge un’indagine preliminare e propone all’Autorità di avviare o meno un’istruttoria. Nel caso che l’Autorità decida di avviare l’istruttoria, i soggetti direttamente interessati ne vengono ufficialmente avvisati. Le parti hanno il diritto di essere sentite e di prendere visione dei documenti che riguardano l’istruttoria, a meno che questi non siano coperti da riservatezza, secondo le disposizioni della legge n. 241/90.
Almeno trenta giorni prima della chiusura alle parti, nonché ai soggetti interessati che siano stati ammessi a partecipare al procedimento, viene inviata la comunicazione delle risultanze istruttorie, che indica le valutazioni che l’Autorità ha fin lì ritenuto di formulare sulla base dell’istruttoria, circa la sussistenza dell’indagata violazione della normativa sulla concorrenza. Le parti, che possono presentare memorie scritte fino a cinque giorni prima della chiusura dell’istruttoria, hanno diritto di essere ascoltate in audizione finale. Nel corso di tale audizione, le imprese interessate e la Direzione che ha condotto l’istruttoria esprimono le rispettive posizioni, discutendo i risultati dell’indagine, al cospetto del Collegio.
Nel corso dell’istruttoria vengono raccolte le informazioni necessarie per una valutazione adeguata del caso. Ciò può avvenire con il concorso delle parti stesse e anche ricorrendo a esperti del settore nominati dall’Autorità o richiedendo informazioni a pubbliche amministrazioni. In alcuni casi può essere ritenuto opportuno effettuare ispezioni presso le imprese indagate per prendere visione diretta e ritirare una copia dei documenti aziendali rilevanti, avvalendosi della collaborazione della Guardia di Finanza, che, a seguito dell’approvazione della legge comunitaria per il 1994, modificata nel 1999, può utilizzare i poteri previsti dalla normativa tributaria. Sulle informazioni così raccolte vige il vincolo del segreto d’ufficio.
L’obbligo di riservatezza riguarda del resto tutte le attività di indagine e istruttorie, nel senso che il contenuto del fascicolo istruttorio è acquisibile solamente dalle parti del procedimento e da quanti sono intervenuti in esso.

Nei casi di urgenza dovuta al rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza, l’Autorità può adottare d’ufficio, misure cautelari per un determinato periodo di tempo e può infliggere sanzioni amministrative pecuniarie fino al 3% del fatturato qualora le imprese non vi adempiano.
Nel caso delle concentrazioni il termine, fissato per legge, per decidere se aprire un’istruttoria è di 30 giorni e quello per concluderla è di 45 giorni.
Per le intese e per gli abusi di posizione dominante l’Autorità fissa di volta in volta il termine per la conclusione del procedimento: in genere, dall’avvio dell’istruttoria viene fissato un termine di 240 giorni per la conclusione della stessa(*).

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(*)In materia di concorrenza, le procedure istruttorie sono regolate dal decreto del Presidente della Repubblica del 30 aprile 1998, n. 217 .