Contenuto principale

Nei casi in cui un’istruttoria, avviata per la valutazione di un’intesa restrittiva della concorrenza o di un abuso di posizione dominante, si concluda con l’accertamento di un comportamento anticoncorrenziale, l’Autorità diffida le imprese dal tenere in futuro un simile comportamento e può infliggere una sanzione pecuniaria fino al 10% del fatturato delle imprese coinvolte, in funzione della gravità e della durata della violazione. In caso di inottemperanza alla diffida, l'Autorità applica la sanzione pecuniaria fino al 10% del fatturato. Tale sanzione non può essere inferiore al doppio di quella comminata al momento dell’accertamento della violazione. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività d'impresa fino a trenta giorni (Art.15 legge 287/1990).

Quando esiste il rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza, l’Autorità può adottare misure cautelari per porre un rimedio immediato al comportamento restrittivo. Nel caso di inottemperanza a tali misure, l’Autorità può comminare una sanzione fino al 3% del fatturato (Ai sensi dell’articolo 14 bis della legge n. 287/90).

In linea con l’ordinamento comunitario, le imprese possono presentare impegni idonei a eliminare i profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria. Una volta che ne abbia valutato l’idoneità, l’Autorità può rendere tali impegni obbligatori e chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione. In caso di mancato rispetto degli impegni l’Autorità può comminare una sanzione fino al 10% del fatturato. Inoltre l'Autorità può  riaprire d'ufficio il procedimento se: a) si modifica la situazione di fatto rispetto a un elemento su cui si fonda la decisione; b) le imprese interessate contravvengono agli impegni assunti; c) la decisione si fonda su informazioni trasmesse dalle parti che sono incomplete, inesatte o fuorvianti (Art. 14 ter, legge n. 287/90).

In materia di concentrazioni, se le imprese non rispettano la decisione assunta dall’Autorità è prevista una sanzione pecuniaria non inferiore all'1% e non superiore al 10% del fatturato delle attività di impresa oggetto della concentrazione. Nel caso di inottemperanza all’obbligo di comunicazione preventiva, la sanzione prevista può arrivare fino all'1% del fatturato dell'anno precedente a quello in cui è stata effettuata la contestazione di mancata notifica.

Nel caso in cui le imprese che gestiscono servizi di interesse economico generale o che operano in regime di monopolio sul mercato non ottemperino all’obbligo di comunicazione della costituzione di società separate al fine di operare in mercati diversi, l’Autorità applica una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 50.000 euro (Art. 8, comma 2 bis e ss., legge n. 287/90  introdotti dall’art. 11 legge 5 marzo 2001 n. 57).