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Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

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  • I807 - Moral suasion su Associazione Pubblici Esercizi, non aumenta il prezzo del caffè nei bar di Roma
    MORAL SUASION SU ASSOCIAZIONE
    PUBBLICI ESERCIZI, NON AUMENTA
    IL PREZZO DEL CAFFE’
    NEI BAR DI ROMA

    Non aumenta il prezzo del caffè nei bar di Roma. A fine marzo 2017 l’Autorità ha deliberato di procedere con una moral suasion nei confronti dell’ “Associazione Pubblici Esercizi di Roma” (di seguito anche “AEPER”), in relazione alla decisione, assunta dal Direttivo AEPER, di pubblicizzare, tramite alcuni articoli di stampa, una serie di dati relativi all’aumento, negli ultimi 10 anni, dei costi di gestione a carico degli esercenti e di “consigliare” a tutti i Pubblici Esercizi di Roma e Provincia un aumento graduale del prezzo al consumatore della tazzina del caffè, compreso tra i 10 ed i 20 centesimi.
    Anche il Codacons faceva pervenire una segnalazione al riguardo.


In base al Codice del consumo (articoli da 18 a 27, art. 37 bis e da 45 a 67) e alle disposizioni contenute nel decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145, l’Autorità è chiamata a tutelare:

a) i consumatori e le microimprese(*) rispetto alle pratiche commerciali scorrette poste in essere dai professionisti ai loro danni, ai diritti dei consumatori previste dalla Direttiva europea 83/2011/UE recepita con D.Lgs n.21/2014 e al divieto di discriminazione basata sulla nazionalità o sul luogo di residenza, così come previsto dalla Legge n. 161/2014;

b) i professionisti riguardo alla pubblicità ingannevole e comparativa illecita posta in essere dai concorrenti;

c) i consumatori contro le clausole vessatorie.

 


(*) Le tutele attualmente previste dal Codice del consumo a favore dei soli consumatori persone fisiche sono state estese dal legislatore anche alle microimprese, definite come le entità, le società o associazioni che, a prescindere dalla forma giuridica, esercitano un’attività economica, anche a titolo individuale o familiare, occupando meno di dieci persone e realizzando un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a due milioni di euro, ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 3, dell’allegato alla Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003 (art. 7 del d.l. 1/2012, così come convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27)