L'AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 12 febbraio 1992;
VISTA la legge 10 ottobre 1990 n. 287;
VISTO il Regolamento del Consiglio delle Comunità Europee n. 4064/89 del 21 dicembre 1989;
SENTITO il Relatore Professor Luciano Cafagna;
VISTI gli atti del procedimento;
CONSIDERANDO i seguenti fatti:
1. Le parti
In data 11 dicembre 1991 è stata comunicata una proposta di operazione di concentrazione ai sensi dell'articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90 da realizzarsi attraverso l'acquisizione da parte della società CEREOL ITALIA Srl delle attività svolte in Italia dalla società CONTINENTALE ITALIANA Spa nei settori della triturazione, raffinazione e confezionamento di semi oleosi.
Con l'operazione, la società CEREOL ITALIA Srl verrà a detenere il 100% del capitale sociale delle società I.C.I.C. Spa, NUOVA SAVMA Spa, I.C.I.C. AGRICOLA Srl e SIGILLO Srl e del 50% del capitale sociale della società COMMISSIONARIA SOJA Srl, già controllata al 50% da CEREOL ITALIA Srl.
CEREOL ITALIA Srl fa capo alla CEREOL HOLDING B.V. che rappresenta, dal 1° gennaio 1990 la società della FERRUZZI FINANZIARIA Spa che coordina a livello europeo le attività delle società operative nel settore della triturazione di semi oleosi e produzione di olii e farine. La società acquirente opera nel settore della triturazione, raffinazione/confezionamento e commercializzazione di semi oleosi, anche attraverso le società da lei controllate SOJA RAVENNA Srl, ITALSOJA Srl, COMMISSIONARIA SOJA Srl, AGRONOMICA Srl, S.I.O. RAVENNA Spa e S.I.O. AGRICOLA Srl. In particolare, ITALSOJA, SOJA RAVENNA e S.I.O. AGRICOLA svolgono attività di raccolta dei contratti di fornitura di prodotti agricoli e forniscono agli agricoltori la necessaria assistenza tecnica, mentre COMMISSIONARIA SOJA, si occupa della commercializzazione dell' olio di semi greggio e raffinato.
Le società acquisite operano nei settori della triturazione dei semi oleosi, confezionamento e commercializzazione di oli, in particolare:
- I.C.I.C. Spa, presente nel settore della triturazione con lo stabilimento di Ancona, opera anche nel settore della produzione, confezionamento e commercializzazione dell'olio di semi e di oliva con il marchio SIGILLO, della società SIGILLO Srl, prodotto dalla stessa società e diffuso soprattutto nelle Marche e nelle Regioni confinanti;
- NUOVA SAVMA Spa è presente nel solo settore della triturazione e con i due stabilimenti di Porto Marghera (Venezia);
- I.C.I.C. AGRICOLA Srl opera nell'attività di raccolta di semi prodotti dagli agricoltori e nel successivo inoltro alle industrie di triturazione;
- COMMISSIONARIA SOJA Srl si occupa della commercializzazione degli oli di semi .
2. Natura dell'operazione
L'operazione di acquisizione del controllo delle società I.C.I.C. Spa, NUOVA SAVMA Spa, I.C.I.C. AGRICOLA Srl e SIGILLO Srl e COMMISSIONARIA SOJA Srl da parte di CEREOL ITALIA Srl rientra tra le ipotesi di concentrazione di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/90.
L'operazione non ha rilevanza comunitaria, in quanto non sono soddisfatti i requisiti di cui all'articolo1, del Regolamento CEE n. 4064/89, ed è soggetta all'obbligo di comunicazione preventiva ai sensi dell'articolo 16, comma 1, della legge n. 287/90, in quanto il fatturato totale realizzato a livello nazionale dall'insieme delle imprese interessate è superiore a cinquecento miliardi di lire.
3. Mercati interessati
L'attività interessata dall'operazione riguarda la triturazione e raffinazione/confezionamento dei semi oleosi. Tale attività consiste nella spremitura dei semi per ottenere farine ed oli.
Nella triturazione nazionale, le due imprese, ricoprono il primo e il secondo posto del settore, rispettivamente con quote del 51,5% e del 21,5%. Dopo l'acquisizione, CEREOL controllerà il 73% del mercato distanziando fortemente gli altri concorrenti, il più importante dei quali, il gruppo PALMA detiene, a seguito l'acquisizione della società VIGNOLE OLEARIA Spa, una quota del 8,6%. Peraltro, al fine di valutare gli effetti dell'operazione sulla concorrenza, occorre esaminare come essi si ripercuotono sui mercati interessati. Questi sono: a) semi oleosi destinati alla triturazione, principale input dell'attività produttiva; b) farine, output congiunto dell'attività produttiva; c) oli, output congiunto dell'attività produttiva.
a) Il mercato dei semi
L'approvvigionamento di semi oleosi destinati alla triturazione in Italia viene soddisfatto per il 63,5% dalla produzione nazionale, per il 3% da importazioni comunitarie e per il restante 33,5% da importazioni provenienti da paesi terzi (Argentina, Brasile e USA).
I semi provenienti da paesi terzi non sono gravati da dazi. I prezzi dei semi oleosi prodotti in Europa riflettono i prezzi che si determinano sui mercati mondiali. In particolare, la quotazione di riferimento per i prezzi dei semi oleosi è quella CIF Rotterdam.
Per quanto riguarda la produzione nazionale di semi oleosi, è previsto, fino alla campagna agricola in corso, nell'ambito della politica agricola comunitaria (PAC) un particolare regime di fissazione del prezzo. In particolare, per quanto riguarda i semi di soia, il prezzo dei semi è stabilito autoritariamente dalla Comunità e al trasformatore di semi viene corrisposto un aiuto che riflette la differenza tra i corsi mondiali dei semi provenienti da paesi terzi e i prezzi fissati dalla comunità.
A seguito di contestazioni in sede GATT, la CEE ha modificato tale sistema di aiuti, istituendo, a partire dal raccolto 1992, per i produttori comunitari di semi oleosi un sussidio diretto per ettaro di terra coltivato, variabile in funzione delle rese.
Tale sistema farà si che il prezzo si determini nel mercato, presumibilmente a livello mondiale, mentre la produzione dovrebbe corrispondentemente ridursi. Peraltro è probabile che la modificazione nel regime di aiuto comporti, a livello europeo, una riduzione della quantità prodotta di semi oleosi a favore di altri tipi di colture per i quali rimane ancora in vigore il sistema del prezzo di intervento garantito.
In Italia nel 1990, sono stati triturati 2.819 mila tonnellate di semi oleosi, dei quali 1.789 mila tonnellate di produzione nazionale, 87 mila di origine comunitaria e 993 milioni importati dal resto del mondo. Le importazioni rappresentano quindi poco più di un terzo (38%) delle disponibilità complessive.
Con l'operazione il gruppo FERRUZZI diventa il maggior utilizzatore di semi di produzione nazionale destinati alla triturazione (66% della produzione nazionale) e al contempo si conferma come maggiore importatore di semi oleosi (circa l'85% delle importazioni sarebbero effettuati da CEREOL). Dato il nuovo sistema di aiuti che elimina il prezzo minimo garantito, comportando una liberalizzazione del metodo di fissazione dei prezzi sul mercato, si pone allora il problema se la nuova situazione sia tale da permettere a CEREOL di influenzare i prezzi dei semi di origine nazionale e quindi di condizionare le scelte e i comportamenti dei produttori italiani.
A tale riguardo, occorre accertare se, qualora CEREOL, utilizzando la sua posizione di predominio sul mercato, tentasse di imporre ai produttori prezzi sistematicamente inferiori a quelli mondiali, essi avrebbero la possibilità di reagire esportando i semi oleosi oppure optando per altre colture.
Per quanto riguarda l'esportazione, occorre considerare che il mercato italiano di produzione di semi è caratterizzato dalla presenza di piccoli produttori indipendenti che potrebbero non essere agevolmente in grado di vendere i propri prodotti sui mercati esteri, visto che i semi oleosi sono apparentemente acquistati direttamente dai trituratori ed è probabilmente assente una rete diffusa di intermediari commerciali.
In generale sembra che i terreni abilitati a coltura di semi oleosi presentino un grado elevato di flessibilità in merito alle coltivazioni alternative. Non è chiaro tuttavia, quanto sia agevole per i produttori cambiare tipo di coltivazione e quanto i diversi regimi di sostegno comunitario prevalenti in altri mercati costituiscano un ostacolo all'ingresso di nuovi produttori.
b) Il mercato delle farine
In Italia nel 1990 sono stati consumati 3.769 milioni di quintali di farine dei quali 1.996 milioni ( pari a 53%) prodotti in Italia e 1.835 milioni importati.
A seguito della concentrazione, il gruppo CEREOL diventerebbe il maggior produttore italiano di farine con una quota pari al 75,8% e il principale operatore con una quota di mercato pari al 44,5%.
E' da rilevare peraltro che circa il 47% dei consumi nazionali viene soddisfatto da importazioni provenienti principalmente dalle Americhe (Argentina) e dell'Estremo Oriente e i cui prezzi vengono determinati sui mercati internazionali. I prezzi delle farine che si determinano sul mercato italiano devono quindi necessariamente riflettere le quotazioni mondiali.
Il principale importatore di farine è CONTINENTALE ITALIANA Spa, che anche dopo l'operazione continuerà ad operare su questo mercato specifico, con 800 mila tonnellate pari al 44% delle importazioni e il 21% dei consumi interni apparenti. Gli altri importanti importatori operanti sul mercato nazionale sono SAROC Spa (16% delle importazioni complessive italiane), PAGNAN Spa (8%) e ITALGRANI Spa (3%).
Considerato l'elevato livello di apertura del mercato italiano delle farine e la totale assenza di impedimenti all'importazione,il rafforzamento della posizione del gruppo CEREOL in questo mercato si può ritenere tale da non ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza.
c) Il mercato degli olii
In Italia nel 1990 sono state prodotte 599 mila tonnellate di olii greggi, ne sono state importate 209 mila tonnellate, mentre ne sono state esportate solo 82 mila.
L'olio greggio è destinato per il 70% alla raffinazione. Pertanto il settore della raffinazione (come del resto quello del confezionamento) è economicamente strettamente collegato a quello degli oli greggi. Infatti molti produttori di oli greggi, oltre a commercializzare il prodotto sono presenti anche nella raffinazione e confezionamento dell'olio. Accanto ai produttori/raffinatori però operano nei settori della raffinazione e confezionamento altre imprese, per le quali l'approvvigionamento della materia prima (olio greggio) avviene sia sul mercato interno che su quello internazionale (soprattutto dagli altri paesi CEE che sono esportatori netti). I principali importatori di olio greggio in Italia sono alcune importanti imprese multinazionali, come per esempio UNILEVER e QUAKER - CHIARI e FORTI Spa, che acquistano l'olio greggio sia da CEREOL (rispettivamente per il 50% e il 20% dei loro acquisti complessivi) che direttamente all'estero.
A seguito dell'operazione CEREOL diventerebbe il principale produttore italiano di oli greggi con una quota pari al 72,2% e realizzerebbe una quota di mercato del 55,3%.
L'analisi del settore ha evidenziato alcuni importanti aspetti che relativizzano la posizione rilevante del gruppo CEREOL sul mercato in esame:
- il mercato dell'olio greggio è aperto e fortemente concorrenziale;
- i prezzi sono determinati a livello mondiale (le quotazioni di riferimento sono i prezzi CIF sul mercato di Rotterdam);
- il trasporto avviene prevalentemente via terra, è possibile quindi importare anche quantità minime (attraverso cisterne) di prodotto.
Nello specifico settore della raffinazione sono presenti 22 imprese che nel 1990 hanno prodotto in Italia olio raffinato sfuso per 570 mila tonnellate rispetto ad un consumo interno apparente di 490 mila tonnellate.
In questo mercato CEREOL e CONTINENTALE rappresentano i principali produttori italiani di olio raffinato sfuso con quote di mercato rispettive del 39,2% e del 19,4%, seguite da altre tre imprese che detengono circa il 10% ciascuna (VAN DEN BERGH, S.A.L.O.V. e PASQUALINI). A seguito dell'operazione il gruppo FERRUZZI risulterebbe il principale operatore sul mercato italiano con una quota di mercato pari al 58,6%.
Nonostante il rafforzamento della posizione del gruppo CEREOL su tale mercato, occorre considerare il fatto che l'attività di raffinazione è strettamente legata alla disponibilità di olio greggio. Come sopra evidenziato, il mercato dell'olio greggio è un mercato aperto, fortemente concorrenziale, che non presenta ostacoli all'approvvigionamento e pertanto la posizione che CEREOL verrà ad assumere nella raffinazione non appare tale da influenzare significativamente il comportamento dei concorrenti.
Anche il settore dell'olio confezionato non pare presentare particolari problemi sotto il profilo concorrenziale. Dopo l'acquisizione CEREOL, attraverso le marche GIGLIO ORO, TEODORA, LARA e SIGILLO verrebbe a detenere il 26,4% del mercato degli oli di semi confezionati.
Tuttavia, in questo mercato sono presenti numerose imprese, anche multinazionali, con diversi marchi: il gruppo QUAKER - CHIARI e FORTI con i marchi CUORE e TOPAZIO (con una quota di mercato pari al 16,2%), il gruppo UNILEVER con le marche MAJA e FRIOL (7,7%) e STAR Spa col marchio OLITA (4,9%).
4. Conclusioni
Il processo di concentrazione avviato dalla presente operazione non sembra comportare effetti anticoncorrenziali per quanto riguarda le farine e gli oli greggi sfusi. Infatti, è certamente vero che la sostanziale apertura del mercato e l'assenza di ostacoli alle importazioni limitano la possibilità di CEREOL di sfruttare a proprio favore la posizione rilevante che si verrebbe a creare dopo l'acquisizione nel settore della triturazione.
Tuttavia, appare possibile che la posizione rilevante di CEREOL nel settore della triturazione abbia l'effetto di eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza nel mercato nazionale dei semi oleosi.
In considerazione degli elementi emersi dall'analisi della documentazione prodotta dalle parti e tenuto conto delle valutazioni e motivazioni sopra esposte, poiché, allo stato attuale non è possibile verificare con certezza gli effetti dell'operazione sul mercato della produzione nazionale di semi oleosi, per questo aspetto specifico, l'Autorità
DELIBERA
a) di avviare l'apertura dell'istruttoria ai sensi dell'articolo 16, comma 4 della legge n. 287/90 nei confronti delle società CEREOL ITALIA Srl e CONTINENTALE ITALIANA Spa, I.C.I.C. Spa, NUOVA SAVMA Spa, I.C.I.C. AGRICOLA Srl, SIGILLO Srl e COMMISSIONARIA SOJA Srl;
b) l'assegnazione del termine di giorni quindici, decorrenti dalla notificazione del presente provvedimento, per l'eventuale audizione del rappresentante della società, statuendo che la richiesta di audizione dovrà pervenire all'Ufficio Istruzione ed Inchieste B almeno cinque giorni prima del termine fissato per l'audizione;
c) l'assegnazione del termine di giorni quindici decorrenti dalla notificazione del presente provvedimento per il deposito presso l'Ufficio Istruzione ed Inchieste B di eventuali memorie, deduzioni, pareri o altra documentazione ritenuta utile;
d) che il responsabile del procedimento è il Professor Luciano Cafagna;
e) che può essere presa visione degli atti del procedimento presso l'Ufficio Istruzioni ed Inchieste B dal rappresentante legale della società o da persona munita di delega;
f) che il procedimento deve concludersi entro quarantacinque giorni dalla data di notifica del presente provvedimento, salva l'applicazione dell'articolo 16, comma 8, della legge n. 287/90.
Il presente provvedimento verrà notificato agli interessati e pubblicato ai sensi di legge.
Avverso il presente provvedimento ai sensi dell'articolo 33, comma 1, della legge n. 287/90 può essere proposto ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, entro il termine di sessanta giorni dalla data di notifica.